Finanziaria: maggioranza punta su una manovra ”omnibus”

 

di Rodolfo Ricci

La Camera si appresta a votare una finanziaria omnibus. In 2 articoli e 243 commi, c'è, infatti, davvero di tutto di più. Si passa dall'aumento delle risorse per il comparto sicurezza-difesa, alle modifiche ai Fondi per l'accesso al credito per le giovani coppie in cerca di casa e alle nuove norme sul commercio. Arrivano, anche, 4 milioni di euro per l'acquisto di defibrillatori e 10 milioni per aiutare i consorzi di confidi.
Disco verde, anche, alla proroga, fino al 2012, delle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e in favore di acquirenti o intestatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o da cooperative edilizie. Entra, poi, a regime l'Iva ridotta al 10% sui lavori di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Deve, però, trattarsi di prestazioni di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro conservativo o di ristrutturazione edilizia.
Tanti, come al solito, gli interventi per imprese e lavoro: dall'estensione degli ammortizzatori in deroga, alle nuove norme sull'apprendistato, agli incentivi per i datori che non licenziano, alla detassazione dei contratti di produttività. Torna, poi, lo staff leasing e arriva, pure, una riduzione contributiva per chi assume disoccupati over 50, oltre a specifici interventi per re-inserire determinate categorie di lavoratori svantaggiati.
E mentre agricoltura e altri settori produttivi in crisi avranno sussidi ad hoc, per la scuola si conferma la politica di rigore prevista dalla manovra estiva 2008: -7,3 miliardi di euro, in 3 anni. Anche se poi, dalla ripartizione delle risorse dello scudo fiscale, arriveranno 103 milioni per assicurare la gratuità parziale dei libri di testo, 400 milioni per il garantire il funzionamento dell'università, 130 milioni per il sostegno alle scuole non statali, e 370 milioni per la stabilizzazione degli Lsu di Napoli, Palermo e occupati presso gli istituti scolastici. Governo al lavoro sul decreto Milleproroghe, il classico "ultimo treno" di fine anno con il quale vengono prorogate alcune norme o risolte questioni urgenti.
Il provvedimento anche quest'anno, come l'anno scorso, potrebbe subire un'accelerazione ed essere approvato dall'ultimo Consiglio dei ministri prima di Natale in programma per giovedì prossimo 17 dicembre. I ministeri sono stati, infatti, allertati già da qualche settimana a presentare tutte le materie oggetto di proroga. Tuttavia, se non si farà in tempo il varo potrebbe slittare a una nuova riunione tra Natale e Capodanno.
Oltre alle consuete questioni che di anno in anno vengono prorogate con questo strumento, quest'anno l'esecutivo potrebbe utilizzare il Milleproroghe per riaprire i termini dello scudo fiscale (scade il 15 dicembre) e risolvere la questione dei contributi all'editoria (la Finanziaria cancella il diritto soggettivo dei giornali di idee, di cooperative e di partito a percepire dal 2010 i contributi diretti previsto dallo Stato).
Quest'ultimo tema potrebbe però slittare nel decreto Scajola in programma per gennaio. Stessa sorte anche per la proroga della rottamazione auto che dovrebbe confluire nel provvedimento di inizio anno in versione ridotta rispetto allo scorso anno e con incentivi estesi anche ad altri settori.
Al momento le misure che certamente entreranno nel decreto di fine anno sono la proroga fino al 31 dicembre 2015 delle concessioni demaniali marittime, in un primo momento introdotta in Finanziaria ma successivamente cancellata e il bonus fiscale per i benzinai grazie al quale è stato sospeso lo sciopero in programma per la settimana prossima. Sono le stesse categorie dei benzinai a riferire che l'abbattimento forfetario dal reddito d'impresa verrà confermato anche per gli anni 2009/2010 (previsto dalla Finanziaria 2007) all'interno del Milleproroghe.

Finanziaria verso la fiducia, nonostante il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli a "Radio anch'io" abbia sottolineato che "se non ci saranno dibattiti ostruzionistici potremmo fare a meno di mettere la fiducia, altrimenti saremmo costretti a farlo". Dai microfoni di "Otto e mezzo", in onda su La7, però, il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas ha fatto sapere che la proposta di Bersani e Casini di mettere pochi emendamenti alla legge Finanziaria a patto che la maggioranza non ponga la fiducia, "sarebbe uno scambio scellerato". Se, ha detto Vegas, "noi approvassimo degli emendamenti molto caratterizzanti faremo una Finanziaria diversa da quella che vorremo". E ha sottolineato che la fiducia ci sarà anche perché è necessario che la Finanziaria venga approvata in tempi brevi in questo periodo di crisi. Vegas ha anche definito la Finanziaria come la manovra di un buon padre di famiglia che cerca di far quadrare i conti.
Pd, Idv e Udc hanno annunciato la disponibilità a tagliare le proprie proposte, ma hanno chiesto al titolare del Tesoro di non bloccare la discussione nel merito blindando la manovra con la fiducia. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha parlato di "maxiesproprio del Parlamento", Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha ribadito il "no" del suo partito alla "mannaia del voto di fiducia". "Se il governo mette la fiducia si prende una responsabilità gravissima. E gli italiani devono saperlo", ha detto Pier Luigi Bersani, segretario del Pd. "Noi non siamo degli arruffapopolo - ha sottolineato il leader del Pd - siamo gente di governo e non vogliamo fare ostruzionismo. Abbiamo quattro o cinque proposte che vogliamo discutere: ne abbiamo diritto. Se non ce lo consentono allora é giusto che l'opinione pubblica lo sappia e noi glielo faremo sapere".

Bonfanti, Fnp: l'esproprio del Tfr inoptato - "Diciamo che, nelle intenzioni del legislatore, il percorso del Tfr inoptato appare piuttosto accidentato, lascia indifferente lo stato debitore che finanzia la spesa pubblica e preoccupa il lavoratore-creditore, pur formalmente rassicurato dai ministri competenti - ha dichiarato il segretario generalea Fnp, Gigi Bonfanti - L'operazione contabile, come si suol dire, avviene senza il consenso degli interessati e del sindacato. Nella finanziaria 2010 si attua una coazione a ripetere che di fatto omogeneizza i comportamenti di governi in apparenza alternativi. Lo Stato incrementa il proprio debito senza prevedere alcun investimento produttivo e - ha rincarato Bonfanti - senza attuare alcuna manovra fiscale a favore dei lavoratori e dei pensionati. Lasciando ai posteri, sotto le sembianze di cittadini, l'onere di pagare il dovuto nelle sue anticipazioni e nelle sue scadenze".

Da scudo fiscale a tfr, tutte le voci di copertura - Il gettito dello scudo fiscale pari a 3,9 miliardi e l'utilizzo di 3,1 miliardi del fondo del Tfr da parte dell'esecutivo. Sono queste le due principali voci di copertura della Finanziaria 2010. Altre risorse arriveranno dalla stretta sui falsi invalidi (50 milioni), dalla revisione dell'ordinamento delle province autonome di Trento e Bolzano (1 miliardo), dall'alienazione di immobili pubblici (250 milioni) e dalle riduzioni di spesa degli enti locali (48 milioni). Ecco tutte le voci di copertura della manovra, secondo quanto messo in rilievo dai tecnici della Camera.

- Utilizzo, per un importo pari a circa 3,9 miliardi di euro, delle maggiori entrate derivanti dall'imposta sostitutiva pagata per il rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute all'estero (cosiddetto scudo fiscale) e degli effetti del decreto sul differimento dell'acconto Irpef 2009; - versamento, da parte dell'Inps, in apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato, delle risorse accertate del Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei Tfr (3,1 mld);
- le economie di spesa ascrivibili ad una revisione dell'ordinamento finanziario delle province autonome di Trento e Bolzano e della regione autonoma Trentino- Alto Adige (1 miliardo); - la riapertura dei termini per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola e delle partecipazioni ai fini del pagamento delle relative imposte sostitutive (350 milioni);
- misure in materia di alienazione di immobili di proprietà dello Stato (250 milioni);
- la riduzione di alcuni fondi, quali il Fondo sociale per l'occupazione (100 milioni), il Fondo per le aree sottoutilizzate (200 milioni) e del Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale (120 milioni); -misure in materia di accertamento delle frodi per invalidità civile (50 milioni), riduzioni di spesa delle autonomie locali (48 milioni) e dei contribuiti delle comunità montane e dei piccoli comuni (10 milioni), nonché misure di riduzione degli accrediti alle Agenzie

Allarme Comuni: senza modifiche disertiamo tavoli - Se il governo non modificherà la Finanziaria, i Comuni sono pronti a disertare tutti i tavoli istituzionali: dalla conferenza unificata agli incontri sul federalismo fiscale. Ad affermarlo il presidente dell'Anci e sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, dopo l'incontro avuto oggi con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che Chiamparino ha definito "ad essere ottimisti molto, molto, molto interlocutorio". Il presidente dell'Anci, che insieme a circa 400 sindaci di Italia, di centrosinistra e di centrodestra, si è dato appuntamento questa mattina a Montecitorio, a margine del consiglio nazionale dell'Anci, per protestare contro le misure contenute in Finanziaria, è stato ricevuto anche dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale, secondo quanto riferito da Chiamparino, ha dato la "disponibilità a non fare questioni di principio se il governo vorrà porre la fiducia su un testo diverso da quello della commissione Bilancio che dovesse raccogliere le richieste dei Comuni". Fini, ha proseguito Chiamparino, ha espresso "ampia condivisione delle nostre proposte".
La stessa disponibilità, però, non è arrivata dal governo. Il sottosegretario Letta "ha iniziato l'incontro dicendo che non ci sono margini". E sulle "nostre proposte minime: ossia togliere le sanzioni nel 2009 per chi non rispetta il Patto di stabilità interno e rinviare la stretta sui Comuni prevista in Finanziaria al 2011, si è limitato a dire che avrebbe verificato". Ma il tempo stringe, martedì prossimo il governo dovrebbe porre la fiducia sulla Finanziaria e sinora ha detto che lo farà sul testo della commissione Bilancio. "Se ci dicessero che le nostre richieste saranno accolte in un decreto di fine anno...ma la sensazione è che ci sia una netta, rigida chiusura da parte del ministro dell'Economia". "Se non ci saranno risposte almeno sui due punti che abbiamo indicato, noi proclameremo lo stato di agitazione e non parteciperemo più alle sedi di concertazione come la conferenza unificata e ai tavoli sul federalismo fiscale», ha sottolineato Chiamparino, aggiungendo che le proteste potrebbero non limitarsi a questo. Quest'anno il governo - ha spiegato - ha restituito al Comune di Torino oltre 15 milioni di euro anticipati nel 2006 per il Palazzo di Giustizia. Potremmo smettere di farlo nel futuro".

Le modifiche apportate alla Finanziaria dal maxiemendamento del relatore approvato in commissione Bilancio valgono per il 2010 circa 9,2 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare e circa 5,6 miliardi di euro in termini di indebitamento netto. È quanto rilevano i tecnici del Servizio studi della Camera. Dopo l'approvazione della manovra in Consiglio dei ministri, spiegano i tecnici di Montecitorio, gli effetti sull'indebitamento (il parametro di riferimento ai fini del rispetto dei vincoli comunitari) nonché sul fabbisogno, erano neutrali, mentre si determinava un peggioramento solo in termini di saldo netto da finanziare per 1,3 miliardi nel 2010, 5,3 miliardi nel 2011 e 3,7 miliardi nel 2012, in linea con il livello massimo del saldo netto da finanziare, in termini di competenza, fissato per il 2010 in 63.000 milioni di euro.
Nel corso dell'esame in prima lettura al Senato sono state introdotte alcune modifiche che hanno sostanzialmente confermato l'impostazione del provvedimento in termini di impatto sui saldi di finanza pubblica, lasciando inalterato il saldo netto da finanziare, a fronte di un lieve miglioramento degli altri due saldi (indebitamento e fabbisogno) per 84 milioni nel 2010 e di 49,5 milioni nel successivo biennio.
Nella seconda lettura alla Camera, scrivono gli esperti, sono state introdotte numerose modificazioni, che hanno determinato una ricomposizione del quadro contabile delle voci di entrata e di spesa di ammontare significativo, pur mantenendo sostanzialmente invariati gli effetti sui saldi di finanza pubblica rispetto al testo approvato dal Senato.
Tutto ok per l'editoria, ammesso che ci fosse un allarme reale. I giornali di partito sono salvi. Il ministro del Tesoro Giulio Tremonti ha assicurato ad una delegazione della Fnsi che i contributi statali destinati a testate (come L'Unità, il Secolo d'Italia e la Padania), messi in discussione dalla Finanziaria, non verranno toccati. La Finanziaria conferma quindi i finanziamenti come in passato ma, mentre prima erano assegnati in base a diritti soggettivi delle testate, nel 2010 verranno concessi dal ministero. Il problema, forse, era da inquadrare in un caso più specifico: molte testate stanno affrontando ristrutturazioni e consolidamento dei debiti, e le banche non presteranno loro più denaro se il finanziamento pubblico non nasce più da un diritto soggettivo proprio, ma da una concessione del ministero. In ogni caso non è più una finanziaria light quella che è uscita dalla commissione Bilancio della Camera ed è sbarcata in aula oggi. Nell'emendamento monstre del relatore approvato in commissione Bilancio, costituito da 250 commi, sono stati accorpati gli articoli 2 e 3 della manovra. Oltre alla Banca del Sud e alle novità sul credito d'imposta per ricerca e innovazione, c'è un taglio obbligatorio del 22% di consiglieri e assessori che governano in comuni e province: un colpo di scure che, secondo i calcoli, dovrebbe far saltare oltre 35mila poltrone. Nuova ripartizione del gettito atteso dallo scudo fiscale: 130 milioni per gli impegni dello Stato italiano derivanti dalla partecipazione a banche e fondi internazionali, 400 milioni per il 5 per mille, 103 milioni per assicurare la gratuità parziale dei libri di testo, 100 milioni l'anno (per 3 anni) per il fondo di solidarietà degli agricoltori, 400 milioni all'Università, 130 milioni per il sostegno alle scuole non statali, 400 milioni all'autotrasporto, 370 milioni per la stabilizzazione degli Lsu di Napoli, Palermo e occupati presso gli istituti scolastici. Poi ci sono 181 milioni nel 2010 (113 nel 2011 e 60 nel 2012) per una serie di microinterventi. Si va dai contributi alle associazioni dei combattenti, ai soldi per il Belice colpito dal sisma del gennaio 1968, ai contributi a favore degli esuli di Fiume, Istria e Dalmazia. Ci sono contributi in favore dell'Unione italiana ciechi, per il Museo statale tattile Omero, per la biblioteca italiana per i ciechi a Monza, per le vittime del terrorismo. Interventi anche per l'Istituto mediterraneo di ematologie, per il Policlinico San Matteo di Pavia, per le popolazioni dell'Abruzzo, per la giustizia.

(Aggiornato il 11 Dicembre 2009)

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