Fisco, nel 2011 oltre 23 mld di redditi evasi

Nei primi 5 mesi del 2011 la Guardia di Finanza, nelle indagini sulle frodi e i reati fiscali, ha denunciato 5.360 soggetti (il 13% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) principalmente per aver utilizzato (1.524) o emesso (826) fatture false o per non aver versato l'Iva (241). Gli arrestati sono stati 108. Ai responsabili dei reati fiscali sono stati sequestrati circa 542 milioni di euro, valore 10 volte superiore a quello del corrispondente periodo del 2010.
È quanto rende noto il Comando generale della GdF, in occasione del 237mo anniversario di fondazione del corpo.
Sul fronte dell'evasione fiscale internazionale, sempre nei primi 5 mesi di quest'anno sono stati scoperti redditi non dichiarati per circa 7 miliardi di euro, superiori del 47% rispetto a quelli dello scorso anno. Sotto la lente delle Fiamme Gialle sono finiti principalmente i trasferimenti 'di comodò delle residenze di persone e società nei paradisi fiscali e lo spostamento all'estero di capitali per non pagare le tasse in Italia.

"La continuità dell'azione di contrasto all'evasione fiscale e l'esigenza di redistribuire in modo più equo il carico fiscale fra i contribuenti rende oggi possibile ed indispensabile avviare senza indugi la riforma fiscale", ha commentato il segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando i dati della Guardia di Finanza. "La lotta all'evasione fiscale portata brillantemente avanti dalle Fiamme gialle e dall'Agenzia delle entrate negli ultimi anni - continua Petriccioli - va resa ancora più incisiva mediante l'introduzioen di più efficaci strumenti di recupero dei redditi occultati. L'attuale stato di difficoltà della finanza pubblica, che impedisce di ricorrere ad ulteriore indebitamento per finanziare la riforma fiscale, deve rappresentare un'opportunità per realizzare una manovra redistributiva che sposti il peso del fisco dalle persone, dal lavoro e dall'impresa, verso le cose e le rendite finanziarie. Per fare questo è necessario che i diversi gruppi di pressione, desiderosi di conservare l'attuale stato di benessere sociale e fiscale, comprendano l'esigenza di superare un assetto iniquo che condiziona pesantemente le prospettive di crescita del nostro paese, rimettendo alla disponibilità dei contribuenti, capacità economiche necessarie a rilanciare la domanda interna e che oggi rimangono occultate o preda di istanze corporative", ha concluso Petriccioli.

Le investigazioni sulle imprese e lavoratori autonomi sconosciuti al fisco, perché non presentano le dichiarazioni annuali ("sommerso d'azienda"), hanno portato all'individuazione di redditi evasi per oltre 11 miliardi di euro, pari al 42% in più rispetto al 2010.
Più in generale, l'attività di contrasto all'evasione fiscale ha portato alla individuazione di redditi non dichiarati per oltre 23 miliardi di euro, in linea con il trend dello scorso anno, e di Iva evasa per 5,5 miliardi di euro (+64% sul corrispondente periodo del 2010). Sempre più elevato lo standard di qualità dei controlli: nel 92% dei casi i verbali della Guardia di Finanza sono stati recepiti dall'Agenzia delle Entrate per il successivo accertamento. In aumento anche i casi di chi aderisce spontaneamente ai rilievi mossi dai verificatori del Corpo, per importi superiori del 35% rispetto ai primi cinque mesi del 2010.

(23 giugno 2011)

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