di Rodolfo Ricci
Su ciascun italiano grava un peso tributario annuo (fatto di sole tasse, imposte e tributi) pari a quasi 7.800 euro (precisamente 7.777 euro), più che in Germania (7.052 euro). Tra i principali paesi dell`area Euro solo la Francia sta peggio di noi dove però la media di 8.053 euro si 'recuperà con una spesa sociale pro capite pari a 10.494 euro. A sostenerlo la Cgia di Mestre. Sempre in termini di spesa sociale, prosegue la Cgia, i tedeschi ricevono, invece, 8.972 euro pro capite l`anno, mentre a noi italiani tra spese per la sanità, l`istruzione e la protezione sociale si raggiungono appena i 7.749 euro: vale a dire circa 2.745 euro in meno della Francia e 1.223 euro in meno della Germania.
Se la nostra attenzione, invece, si sofferma sul saldo, vale a dire sulla differenza pro capite tra quanto riceviamo in termini di spesa e quanto versiamo in termini di tasse, quello francese è positivo e pari a 2.441 euro. Anche il differenziale tedesco registra una valore positivo pari a 1.920 euro. Solo noi italiani segniamo un saldo negativo (ovvero, sono maggiori le tasse che versiamo di quanto ci viene restituito in termini di spesa) pari a 28 euro pro capite.
"La situazione è fortemente sconfortante - commenta il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi - perché dimostra ancora una volta come pur in presenza di un peso tributario tanto elevato, in Italia non vengano destinate risorse adeguate per la casa, per aiutare le famiglie indigenti, i giovani, i disabili e chi vive ai margini della società. E` evidente a tutti - prosegue Bortolussi - che le tasse così elevate nel nostro Paese sono la conseguenza di una spesa pubblica eccessiva".
A chi poi sostiene che probabilmente le tasse sono alte per colpa degli evasori fiscali, la risposta di Bortolussi è secca: "E` innegabile che il problema dell`evasione fiscale pesi sull`Italia. Ma allora sarebbe anche opportuno studiare una strategia efficace affinché venga fatta emergere l`economica sommersa e si faccia pagare chi è completamente sconosciuto al fisco".
Petriccioli (Cisl) nuovo patto fiscale fra tutti i contribuenti onesti -"La progressiva perdita del potere di acquisto delle retribuzioni e delle pensioni e il peso di un fisco iniquo sui redditi dei contribuenti onesti sta determinando una situazione di estrema difficoltà per milioni di persone, non solo pensionati e dipendenti ma anche piccoli imprenditori e lavoratori autonomi onesti". Lo ha dichiarato in una nota Maurizio Petriccioli, Segretario confederale Cisl commentando i dati della Confartigianato di Mestre. "E' arrivato il momento - continua Petriccioli - di mettere da parte sterili contrapposizioni fra categorie per un nuovo patto fiscale fra tutti i contribuenti onesti basato su un fisco più equo e selettivo". "Solo la ripresa di una efficace politica di concertazione fra il Governo e le parti sociali - sottolinea il sindacalista della Cisl - può garantire l'assunzione di responsabilità e volontà condivise su alcune questioni irrisolte del nostro sistema tributario: da un forte intervento a sostegno di salari, stipendi e pensioni, all'introduzione di misure di contrasto degli interessi fra venditori e compratori; da un sistema di sgravi e di riduzione fiscali a sostegno dell'impresa che superi gli incentivi a pioggia ad un'attuazione del federalismo fiscale che garantisca una chiara separazione tra livelli di governo e tributi loro assegnati e la responsabilizzazione degli amministratori locali rispetto al finanziamento dei servizi; da un'efficace lotta all'elusione e all'evasione, anche attraverso meccanismi di contrasto degli interessi in ambito fiscale ad una politica in grado di sostenere più efficacemente la famiglia nell'ottica di una maggiore equità distributiva".










