Federalismo, i Comuni frenano sui fabbisogni standard nella sanità

 

di Rodolfo Ricci

I Comuni tornano a esprimere forti riserve sulla riforma federale proposta dal Governo. In attesa che la prossima settimana le aule parlamentari siano chiamate a sanare il mancato parere della commissione bicamerale (finì in parità) sul federalismo municipale, l'Anci - convocata in audizione - ha messo agli atti della bicamerale un documento che definisce "non chiaro nè esaustivo" il testo del governo sull'autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province e la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. In particolare, l'Anci ha presentato al Parlamento un documento in cui denuncia come sia sotto il profilo della prevista soppressione di trasferimenti da Regioni a Comuni, sia sotto quello dei meccanismi di perequazione, il testo governativo lascia aperte ed insolute questioni fondamentali. Laddove "il confronto tecnico e politico avviato sul provvedimento che si era concluso con l` espressione dell`intesa da parte di Regioni, Province e Comuni" era fondato su proposte emendative concordate con il Governo ed allegate all`atto della Conferenza unificata che però non hanno trovato nello schema di decreto proposto.

"Va precisato - si legge nel documento dell'Anci - che la decisione di esprimere l`intesa è stata dettata da una assunzione di responsabilità e dalla decisione di mantenere comunque unito il fronte delle autonomie territoriali su una valutazione complessiva di carattere favorevole e dalla rassicurazione formale da parte del Governo circa la piena disponibilità ad accogliere modifiche ed integrazioni nel corso del confronto parlamentare". Il che rende ora necessario far presente al Parlamento e al Governo, che il provvedimento in questione, così come gli altri provvedimenti già entrati in vigore o esaminati nelle varie fasi previste dalla legge delega, non affrontano in modo chiaro ed esaustivo una dei nodi problematici ossia le relazioni finanziarie e le relative modalità di svolgimento fra Regioni, Province e Comuni, la funzione unificante di coordinamento dello Stato nell`ambito della materia del coordinamento della finanza pubblica.
I Comuni, in particolare, ritengono che non possa più essere inevasa e debba essere utilmente affrontata la questione non più rinviabile dell`istituzione della "Conferenza permanente della finanza pubblica", sede di raccordo e concorso fra i livelli di governo nelle materie politico finanziarie, disciplina istitutiva contenuta in uno schema di decreto legislativo licenziato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri e mai trasmesso per l`intesa. E l'urgenza è tale, a giudizio dei Comuni, da indurli a chiedere al Parlamento lo stralcio delle disposizioni istitutive.

"Sarebbe inoltre opportuno - prosegue il documento dell'Anci - affrontare il tema del ruolo delle Regioni nell`ambito dei principi statali di coordinamento della finanza pubblica in materia di regole di contenimento e stabilità", essendovi la necessità di "armonizzare e ricomporre le disposizioni che con interventi normativi scoordinati, da ultimo il decreto mille proroghe, sono intervenuti in questa delicatissima materia".
A tal proposito, il sistema dei Comuni soggetti al Patto di stabilità da questo anno si avvia ad applicare stabilmente la regola dell`equilibrio di bilancio. Riteniamo - afferma l'Anci- che le regole e i vincoli generali rientrino senza dubbio nella competenza del legislatore statale e che la possibilità di adattamento a livello regionale deve essere strettamente legata ad un processo di condivisione dei criteri a livello nazionale, in una regia coordinata e aperta alla flessibilità del territorio e delle effettive esigenze di carattere finanziario.

E dunque sarebbe opportuno iniziare un confronto ed un`analisi delle effettive esigenze di coordinamento tra gli enti, individuando elementi di segmentazione ulteriori oltre alla localizzazione territoriale quali la classe dimensionale e le effettive consistenze di bilancio, ritenendosi in questo modo possibile identificare in maniera più appropriata gruppi di Comuni con esigenze omogenee e di conseguenza strutturare le soluzioni più appropriate.

(18 febbraio 2011)

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