Federalismo fiscale: arriva la nuova "imposta municipale"

 

di Rodolfo Ricci

Primo via libera del Consiglio dei ministri al decreto attuativo del federalismo fiscale riguardante il fisco municipale. Il provvedimento ora passerà all'esame della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento per poi tornare al Consiglio dei ministri per l'ok definitivo. La nuova "imposta municipale", prevista dall'attuazione del federalismo fiscale, arriverà dal 2014, non si applicherà alle prime case (ma solo sulle seconde e su quelle di lusso) e l'aliquota sarà decisa con un decreto del presidente del Consiglio, su indicazione del ministro dell'Economia, entro il prossimo 30 novembre. È quanto prevede l'ultimo testo del decreto. I comuni avranno la possibilità di aumentare o diminuire il prelievo di 0,3 punti percentuali (in pratica fino al 3 per mille). Invece l'aliquota sulla cedolare secca sugli affitti contenuta nel decreto attuativo sul federalismo fiscale riguardante il fisco dei Comuni sarebbe stata fissata al 20%. È quanto si apprende da fonti governative. Nella bozza che è entrata al Cdm la quota era stata fissata al 25%. "Con il varo di questo decreto il governo pone un altro importante tassello nella costruzione del federalismo fiscale. L'autonomia impositiva dei Comuni viene assicurata in forme moderne che semplificheranno il rapporto dei cittadini con il fisco e al contempo daranno stabilità ai bilanci comunali", ha riferito il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale. "Con questo decreto e dopo quelli del federalismo demaniale e della definizione dei fabbisogni standard per Comuni e Province - ha sottolineato Fitto - il governo dà prova evidentissima della sua capacità di dare attuazione concreta ed efficace allo spirito riformatore che gli elettori aveva premiato nelle urne. A questa - ha rilevato ancora il ministro Fitto - si aggiunge la capacità di fare riforme condivise che uniscono e non dividono il paese insieme a tutto il sistema delle autonomie locali coinvolto passo dopo passo in questi importanti passaggi istituzionali".

Petriccioli: valutare bene impatto sulle finanze locali e sui cittadini - "Lo schema di decreto legislativo varato oggi dal Consiglio dei Ministri è un altro passo in avanti nel processo di attuazione del federalismo fiscale tanto più importante perché disegna un modello che contribuisce ad avvicinare maggiormente il prelievo fiscale sui cittadini ai servizi finanziati forniti dai comuni". Lo ha dichiarato il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando il varo da parte del Governo dello schema di decreto sul federalismo municipale. "Il nuovo assetto impositivo prefigurato contempla una sensibile semplificazione del prelievo ed una maggiore autonomia tributaria dei comuni. Entrambe queste caratteristiche vanno nella direzione più volte auspicata dalla Cisl anche se ora devono essere attentamente valutati gli effetti e le ricadute concrete di tale misure sulla pressione fiscale complessiva sui cittadine. A tale scopo ribadiamo la nostra richiesta a l Governo ad avviare un confronto anche con le Parti sociali per una complessiva analisi del sistema fiscale, in vista dell'auspicata riforma", ha concluso Petriccioli

Le anticipazioni parlavano ieri di una cedolare sugli affitti al 25% che sostituirà il prelievo Irpef e scatterà da gennaio. Dal 2014 sostituirà invece l'arrivo della nuova imposta municipale che sara pagata sul possesso degli immobili (escludendo le prime case) ma anche sulle compravendite: in questo caso l'incasso, che finirà nelle casse dei comuni, sarà del 3% per le prime case e del 9% su tutti gli altri cespiti. Sono queste le ipotesi - riportate dal Sole 24 Ore in apertura del quotidiano - che potrebbero essere inserite nel decreto attuativo della riforma del fisco comunale, domani all'esame del Consiglio dei Ministri.
Il quotidiano economico riporta i contenuti di una bozza del provvedimento che riscrive le imposte comunali. Nei bilanci comunali fin dal prossimo anno finiranno gli incassi delle imposte sugli immobili (bollo, registro, ipotecarie e catastali) e soprattutto il gettito della cedolare sugli affitti.
Quest'ultima dovrebbe avere un'aliquota del 25% (più alta del 23% ipotizzato recentemente dal ministro Roberto Calderoli) perchè oltre al 20% di prelievo assorbirebbe anche le imposte di bollo e registro che si pagano all'inizio e nel corso del contratto. L'arrivo della nuova modalità di tassazione delle locazioni sarà poi accompagnato da un inasprimento delle sanzioni che prevede multe di 2.000 euro nei casi di omessa dichiarazione e penalizzazioni sino al 400% della maggiore imposta nel caso di redditi dichiarati in misura inferiore alla realtà.
A contribuire ai bilanci comunali arriverà poi la nuova imposta municipale della quale, nella bozza, non è indicata l'aliquota. Di certo assorbirà l'attuale Ici seconda casa e scatterà dal 2014. I comuni avranno la facoltà, dopo una consultazione popolare, di inserire nell'imposta anche altri tributi e balzelli comunali oggi in vigore per l'occupazione di aree pubbliche o per le affissioni e le insegne. Se manca l'aliquota sull'imposta è invece già definita quella sui passaggi di proprietà che sarà al 3% sulle abitazioni principali e del 9% sugli altri immobili.
Sul fronte della lotta all'evasione, poi, i comuni incasserebbero il 50% del gettito dell'operazione "case fantasma" contro il 33% previsto attualmente

Sicet, cedolare sì, ma con sconti a inquilini - La cedolare secca sugli affitti ma bene se applicata ai soli contratti concordati e se accompagnata da detrazioni per gli inquilini. Lo afferma il segretario generale del Sicet, il sindacati Cisl degli inquilini, Guido Piran, secondo il quale il passaggio della tassazione, dal sistema progressivo a quello fisso, con l'aliquota prospettata, sarà quasi ininfluente per le tasche dei piccoli proprietari. Al contrario, più i redditi saranno alti e più sarà conveniente la riduzione dell'imposta. Questo squilibrio non va bene.
Per il Sicet, "una tassazione fissa del 25% sui redditi di tutte le locazioni significherebbe il peggioramento del già grave problema dell'affitto nel nostro Paese. Oggi, anche se in una situazione drammatica, il disagio abitativo viene mitigato dall'utilizzo dei contratti d'affitto concordati che hanno un trattamento fiscale più basso rispetto a quelli liberi". Per il segretario del Sicet: "Con l'appiattimento, determinato della tassazione fissa, sarebbe disincentivata questa tipologia di affitto che ha canoni più bassi di quelli di mercato ed è risultato della contrattazione territoriale". Inoltre, per Piran, "le regole di questa tipologia di locazione e i controlli dei comuni, sono un freno al nero". Quindi se si deve arrivare alla cedolare secca per il Sicet la si applichi solo ai contratti concordati. "Per combattere l'evasione poi - commenta Piran - è necessario un contrasto tra gli interessi. Si introducano a favore degli inquilini, anche per un senso di equità di trattamento, le stesse detrazioni applicate per i mutui con il 19%".

(Aggiornato il 4 Agosto 2010)

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