di Rodolfo Ricci
Salta l'emendamento dei relatori al dl semplificazioni che doveva disinnescare la mina sulle banche. È questo l'esito della riunione dei capigruppo delle commissioni Affari costituzionali e Attività produttive della Camera di questa mattina. La soluzione sulla norma introdotta nel decreto liberalizzazioni, secondo quanto spiegano fonti parlamentari, potrebbe essere il decreto fiscale. "L'emendamento non verrà presentato" ufficialmente, ha spiegato il relatore Stefano Saglia, perché era troppo forte il rischio di ammissibilità". Saltata la possibilità del decreto semplificazioni, ed essendo forte l'intenzione del governo di non riaprire i giochi sul decreto liberalizzazioni, l'introduzione nel decreto fiscale è il "male minore", spiegano fonti qualificate. Il pericolo paventato nei giorni scorsi legato al decreto fiscale è che la norma delle liberalizzazioni (che prevede che siano nulle tutte le commissioni bancarie sulle linee di credito) entrerebbe in vigore prima dell'approvazione della correzioni (sono nulle solo quelle degli istituti che non seguono le norme di trasparenza). Ma, di fronte a quelle che Saglia ha chiamato le "forche caudine" dell'ammissibilità, quel periodo di interregno sembra a questo punto "il male minore".
Adiconsum scrive a Mussari, Pietro Giordano "Per ricostruire un rapporto di fiducia tra banche e famiglie occorrono strumenti di aiuto concreto. L'Abi sottoscriva, come fatto con Confindustria, un Avviso comune con i consumatori, per la sospensione e l'allungamento delle rate di qualsiasi finanziamento e rafforzi di raccordo con le Associazioni Consumatori il Piano Famiglia".
"Le banche non sono un servizio pubblico e questo i consumatori lo sanno. Noi chiediamo alle banche di svolgere un ruolo sociale - dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum - instaurando anche con i consumatori un rapporto di trasparenza che spesso è mancato ed un accesso al credito per le famiglie al pari di quello che le banche consentono alle imprese. Ricordiamo a Mussari che il Paese reale con cui dice di voler ristabilire un rapporto di fiducia è fatto anche dalle famiglie che si rivolgono alla propria banca per chiedere un mutuo, per chiedere un finanziamento per l'acquisto di un'auto o dei mobili della casa e che anche le famiglie sono clienti della banca e che vanno considerati alla stregua delle imprese, con gli stessi diritti". "Per questo Adiconsum - prosegue Giordano - chiede ad Abi in una lettera ed a tutto il sistema bancario di ampliare il confronto con le associazioni consumatori. La moratoria dei mutui è solo un primo passo. Da tempo chiediamo un provvedimento simile per le operazioni di accesso al credito per le famiglie. Le condizioni, visto il tasso dell'1% ottenuto dalle banche dalla Bce, lo permettono e la grave situazione economica di moltissime famiglie italiane lo impone".
(6 marzo 2012)
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di Rodolfo Ricci
La Cisl è "in prima linea da anni nella battaglia per la responsabilità sociale delle banche". E' questa la rivendicazione del segretario generale Raffaele Bonanni, dopo le dimissioni del comitato di presidenza dell'Abi, che aggiunge come sia "necessario" che il "il Governo esca dall'improvvisazione e definisca una politica organica e selettiva di responsabilità sociale delle banche, definendone i criteri, istituendo un'Authority ad hoc".
"Ogni decisione in questa prospettiva, dalla governance aperta all'azionariato dei lavoratori, alla politica creditizia a sostegno di imprese, famiglie, aree sociali deboli, è per il sindacato benvenuta", ha detto Bonanni.
"Nessuno vuole fare la guerra alle banche. Ma occorre alzare le tasse sulle transazioni speculative, favorendo fiscalmente il margine di interesse e consentendo la piena e immediata deducibilità fiscale delle perdite su crediti. Un quadro fiscale di questo tipo è la condizione di una responsabiltà sociale vera e non improvvisata delle banche e per un richiamo perentorio alle banche a finalizzare l'enorme liquidità messa a disposizione dalla Bce per abbassare gli interessi sui prestiti alle famiglie e alle imprese, per favorire la crescita e l'uscita dalla crisi", ha concluso.
Ieri il governo ha chiesto e ottenuto, nell'Aula del Senato, il voto di fiducia sul decreto liberalizzazioni. Modifiche fino all'ultimo minuto. Infatti, nelle società tra professionisti, sia il numero dei soci professionisti che la partecipazione al capitale sociale dei professionisti, deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci. Il maxiemendamento del governo al decreto liberalizzazioni corregge la norma approvata dalla commissione Industria cambiando una "ò con una è". In questo modo entrambi i criteri (il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale) sono necessari per le società di professionisti. In caso contrario si rischiava che per le deliberazioni o le decisioni bastasse ad esempio che la presenza dei soci fosse dei due terzi ma, allo stesso tempo, i soci non professionisti potessero detenere quote più alte di un terzo.
Decreto liberalizzazioni sempre in primo piano: infatti è stato trovato l'accordo sulle farmacie. Se ne potrà aprire una ogni 3.300 abitanti, e non ci saranno quote riservate per i concorsi straordinari per le nuove aperture. Lo ha affermato la relatrice del decreto liberalizzazioni Simona Vicari (Pdl), confermando che così si arriverà ad aprire circa 5.000 nuove farmacie come era obiettivo del governo. Nessuna novità, invece, per i farmaci di fascia C, sui quali le parafarmacie volevano riaprire il dibattito. "La questione è chiusa con il Salva-Italia", ha precisato la relatrice. La liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C era stata al centro di un braccio di ferro alla Camera sul primo decreto del governo Monti. Altro barccio di ferro: i taxi: saranno i Comuni a poter decidere sulle licenze dei taxi e il parere dell'Authority sarà obbligatorio, ma non sarà più scritto nero su bianco che debba essere "vincolante". Qualora il parere fosse disattesopotrà essere impugnato al Tar. Infine, via libera alla separazione di Eni da Snam, che dovrá diventare realtá entro 18 mesi dall'entrata in vigore del decreto legge liberalizzazioni (cioè entro settembre 2013). Lo prevede l'emendamento presentato dai relatori e approvato nella notte dalla commissione Industria del Senato. Il provvedimento stabilisce che al fine di introdurre la "piena terzietá dei servizi regolati di trasporto, di stoccaggio, di rigassificazione e distribuzione delle altre attivitá" della filiera, il presidente del Consiglio dei ministri entro il 31 maggio del 2012, dovrá emanare un decreto che disciplina i criteri di separazione.
Poi un irrobustimento del pacchetto banche con la portabilità dei mutui e lo stop alle clausole sulle linee di credito. Maggiore 'spinta' sulle farmacie: quasi 5 mila nuove aperture e possibilità di vendere dal 2013 farmaci mono‐dose. Frenata sui taxi, con la nuova Authority dei trasporti chiamata a esprimere un parere preventivo, ma non più vincolante, sulle licenze, di nuovo affidate a Regioni e Comuni. Sostanziale rinvio del nodo tesoreria unica a un eventuale emendamento da presentare probabilmente al decreto fiscale, anticipato per ora da due semplici ordini del giorno al Senato per impegnare il Governo a ridurre al minimo la durata temporale della misura. Alla fine di una lunga maratona all'insegna degli stop and go, la commissione Industria di Palazzo Madama ha chiuso la partita dei ritocchi al decreto liberalizzazioni. Non senza novità dell'ultima ora. A cominciare dalla mini-tassa sulle imprese per finanziarie l'Antitrust, dallo stop alla protezione civile per la gestione degli appalti per i grandi eventi e dal 'rating antimafia' per le aziende
Ma "Cgil, Cisl e Uil sono contrarie alle Semplificazioni relative ai controlli sulle imprese (come da art.14 del Decreto Legge n.5 del 9 febbraio 2012) che possano determinare un abbassamento delle tutele per tutti coloro che, a diverso titolo e ruolo, operano nelle realtà lavorative e al favorire forme di presunzione di conformità per le aziende basate su scelte di natura volontaria, a carattere oneroso e privatistico". Lo dichiarano in una nota unitaria Vincenzo Scudiere, Fulvio Giacomassi, Paolo Carcassi, segretari confederali di Cgil Cisl Uil. "I sindacati - prosegue il comunicato- non condividono, inoltre, in maniera ferma che si pensi di procedere all'emanazione di regolamenti senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e ritengono quanto mai inopportuno il concetto di collaborazione "amichevole" tra controllati e controllori, in ambito prevenzionale, che risulterebbe incompatibile con l'azione di vigilanza, prevista dalle disposizioni normative".
Sul decreto liberalizzazioni in approvazione al Senato è contenuta un'importante novità: l'esclusione dei grandi eventi dalla Protezione Civile" dichiara Pompeo Mannone, Segretario Generale della Fns Cisl. "Una importante decisione che riporta la Protezione Civile ai suoi compiti originari a salvaguardia della sua autentica funzione. Adesso - conclude Mannone - bisogna andare avanti con il processo di riforma della P.C. attribuendo al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco il coordinamento del soccorso in caso di calamità".
Sul fronte del fisco, arrivano i primi dati, dopo l'approvazione del decreto semplificazioni. Nel 2011 grazie all'operato dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di Finanza sono stati recuperati 12 miliardi di euro. "Ma si può e si deve fare di più", sostiene il premier Mario Monti, che oggi ha riunito la "task force" per il contrasto all'evasione fiscale. "Dobbiamo continuare con rinnovata forza, perchè se ognuno dichiara il dovuto, il fisco potrà essere più leggero per tutti. È un impegno ineludibile che vogliamo raggiungere anche migliorando la trasparenza fiscale e il rapporto tra fisco e cittadini". E con riforma fiscale peso delle tasse da dirette a indirette. Un segnale incoraggiante dopo il consiglio dei ministri di venerdì scorso, durato quasi sei ore, che ha varato il pacchetto semplificazioni fiscali con le norme anti-evasione. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni si augura che il Governo Monti faccia quanto annunciato sul fisco, ovvero "spostare il peso fiscale dalle imposte dirette che pagano i lavoratori e i pensionati, alle tasse indirette". "Mi auguro che il Governo - ha aggiunto - recuperi la delega per la riforma del fisco che deve avere al centro la famiglia che non ce la fa più a pagare tutte le inefficienze dello Stato".
Molte le novità in arrivo alcune delle quali stabilite nel corso della stessa riunione di venerdì sera. Tra queste, la decisione di presentare al dl liberalizzazioni l'emendamento per il pagamento dell'Imu per gli immobili della Chiesa adibiti ad attività commerciali. È saltato però dalla versione finale il cosiddetto fondo taglia-tasse, al quale avrebbe dovuto affluire il gettito della lotta dell'evasione fiscale per il calo delle tasse dal 2014. Il motivo a quanto emerge è che promettere fin d'ora sgravi fiscali sarebbe prematuro date le condizioni dell'economia e l'obbiettivo del pareggio di bilancio.
La norma prevedeva che dal 2014 le risorse che nel 2012 e nel 2013 fossero arrivate dalla lotta all'evasione fiscale sarebbero state destinate a misure, anche non strutturali, a favore delle fasce deboli, con particolare riferimento all'incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico.
Varata invece l'Imu anche per la Chiesa: l'imposta sugli immobili colpirà anche i locali ecclesiastici non strettamente dedicati al culto. Molte le altre novità al decreto, alcune delle quali introdotte direttamente nel corso del Cdm fiume.
RATEIZZAZIONE DEBITI - "Tra le semplificazioni in materia tributaria, si segnala quella sulla rateizzazione dei debiti tributari, ovvero la dilazione dei pagamenti in caso di scadenza dal termine ultimo di pagamento". Con il nuovo provvedimento il contribuente, qualora decadesse la rateazione accordata, potrà comunque accedere, una volta ricevuta la cartella di pagamento delle somme iscritte a ruolo, alla rateazione per momentanea difficoltà economica. In proposito, il decreto prevede la Rateazione flessibile. Si interviene sulla rateazione per momentanea difficoltà economica proponendo tre soluzioni: a) piani di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione; b) esclusione della decadenza dal beneficio per mancato pagamento della prima rata ovvero di due rate successive; la decadenza opera solo in caso di mancato pagamento di due rate consecutive; c) divieto di iscrivere ulteriori ipoteche oltre la prima.
CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI - Certificazione dei carichi pendenti. Fino a ieri, il contribuente ammesso a una rateizzazione del debito tributario veniva considerato dalla legge inadempiente e, pertanto, veniva escluso dalle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi. Il provvedimento pone rimedio a questa situazione, e considera il contribuente a tutti gli effetti adempiente (anche se a rate). Saranno gli uffici finanziari a rilasciare le apposite certificazioni e specificare l'effettiva situazione in cui versa il contribuente.
COMUNICAZIONI E ADEMPIMENTI FORMALI - "Oggi è possibile accedere a regimi fiscali speciali o fruire di particolari benefici tributari su presentazione di un'apposita comunicazione, oppure a seguito di un adempimento di carattere formale (per esempio, la tassazione per trasparenza nell'ambito delle società di capitali). Con il provvedimento si eviterà che l'inosservanza di adempimenti formali da parte del contribuente (che invece possiede i necessari requisiti sostanziali) lo faccia decadere dal regime speciale prescelto ovvero dal beneficio previsto dalla legge.
Al contribuente viene consentita la presentazione della comunicazione ovvero l'assolvimento del particolare adempimento previsto, anche in ritardo, comunque entro il termine della prima dichiarazione fiscale utile e in ogni caso prima dell'inizio dell'accertamento. Il contribuente pagherà peraltro una sanzione minima di 258 euro. In questo modo si salvaguarda il contribuente in buona fede e vengono sanati quei soli comportamenti che non pregiudicano l'interesse erariale, né l'attività di accertamento".
COMUNICAZIONE A FINI IVA, UNA SOLA AL MESE - Semplificazioni degli obblighi di comunicazione delle operazioni rilevanti a fini IVA da parte dei soggetti passivi Ci sarà una sola comunicazione per ciascun cliente al mese e non più una singola comunicazione per ciascuna operazione. Fino a ieri vigeva l'obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini Iva, di importo superiore ai 3.000 euro. Dal 1° gennaio di quest'anno, per le operazioni rilevanti a fini Iva soggette all'obbligo di fatturazione, gli operatori comunicano l'importo complessivo delle operazioni attive e/o passive svolte nei confronti di un cliente o fornitore. Per le operazioni per le quali non è previsto l'obbligo di emissione della fattura, la comunicazione telematica è dovuta solo per le operazioni di importo non inferiore ad euro 3.600, Iva inclusa.
COMUNICAZIONE OPERAZIONI BLACK-LIST - Introduzione soglia Le imprese tenute ad osservare la disciplina black list devono comunicare all'Agenzia delle entrate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata, solo per le operazioni di importo superiore a euro 500.
IMU SULLE CASE ALL'ESTERO - L'imposta non è dovuta se il suo importo calcolato non supera i 200 euro. Innovativamente, per valore dell'immobile, ai fini dell'imposta, si assume non più solo il valore di mercato ma quello utilizzato nel Paese estero per le imposte patrimoniali o sui trasferimenti. Inoltre per gli italiani che lavorano all'estero per lo Stato (es. diplomatici) si prevede la riduzione dell'aliquota di 0,4 punti percentuali (ma solo per il periodo in cui si lavora all'estero). Viene anche riconosciuta la detrazione (200 euro) se l'immobile è adibito ad abitazione principale.
SLITTA AL PRIMO MAGGIO LO STOP AL CONTANTE PER STIPENDI E PENSIONI - Viene differito al 1° maggio 2012 il pagamento di stipendi e pensioni di importo fino a 1.000 € tramite strumenti di pagamento elettronico bancari o postali.
NO RISCOSSIONE CREDITI TRIBUTARI FINO A 30 EURO - Viene portata a 30 euro la soglia al di sotto della quale viene abbandonata la riscossione dei crediti tributari erariali e locali; finora la soglia era di euro 16,53. Per evitare elusioni/abusi, il nuovo limite (valido per ogni singolo credito e per ogni singolo periodo d'imposta) non vale in caso di accertate ripetute violazioni degli obblighi di versamento.
PUBBLICITÀ DEI PROVVEDIMENTI AAMS - Anche l'Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato deve pubblicare i provvedimenti nel proprio sito internet. Tali provvedimenti, come già avviene per le altre Agenzie fiscali, avranno valore legale e non necessiteranno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
NUOVE NORME STIME PER LA TARIFFA RIFIUTI (TARES) - Il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) è corrisposto, per le unità immobiliari a destinazione ordinaria, sulla base dell'80% della superficie catastale, determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138, in materia di revisione generale delle zone censuarie e delle tariffe d'estimo delle unità immobiliari urbane.
La norma prevede, in sede di prima applicazione, che sia determinata una superficie convenzionale, dall'Agenzia del territorio, derivata dagli elementi di consistenza in proprio possesso. Al fine di rendere disponibile ai Comuni la superficie catastale sulla quale determinare la nuova imposta, si applicano le stesse modalità di determinazione di una superficie convenzionale, sempre in sede di prima applicazione, anche per le unità immobiliari a destinazione ordinaria alle quali è stata attribuita la rendita presunta. Per una migliore garanzia della legittimità dell'azione amministrativa, la norma propone di acquisire sempre il parere del Consiglio di Stato su bandi di gara relativi ad alcune gare (p.es.: giochi ed assegnazione di alcune licenze).
MISURE DI CONTRASTO ALL'EVASIONE: PIÙ POTERI A GDF - La proposta parte dall'esigenza di un ulteriore rafforzamento delle garanzie dei crediti erariali. Viene introdotta la possibilità per la Guardia di finanza di istruire indagini di carattere finanziario e quindi trasmettere le proposte all'Agenzia delle entrate per richiedere le misure cautelari dell'ipoteca e del sequestro conservativo. Estensione dell'obbligo da parte dei destinatari delle disposizioni in materia di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio di trasmissione delle infrazioni alle norme sulla limitazione all'uso del contante alla Guardia di finanza La disposizione prevede l'obbligo di comunicazione delle infrazioni in questione non più direttamente all'Agenzia delle entrate, ma alla Guardia di finanza la quale, ove ravvisi l'utilizzabilità di elementi ai fini dell'attività di accertamento, ne dà tempestiva comunicazione all'Agenzia delle entrate.
PARTITE IVA INATTIVE - L'attuale formulazione prevede la revoca della partita IVA se non si è svolta attività di impresa, arti o professioni o non si sia presentata la dichiarazione annuale per le ultime tre annualità. Il provvedimento di revoca deve essere notificato al contribuente che può impugnarlo davanti alle Commissioni tributarie. La norma prevede l'invio in modo automatico, da parte dell'Agenzia delle entrate, di una comunicazione ai titolari di partita Iva che, pur obbligati, non hanno presentato la dichiarazione di cessazione di attività, con l'invito al pagamento della sanzione, ridotta ad un terzo. Al contribuente viene data la possibilità di comunicare elementi aggiuntivi a quelli desumibili dall'analisi delle informazioni presenti in anagrafe tributaria affinché l'Agenzia delle entrate non proceda alla cessazione d'ufficio della partita Iva. "Per i soggetti che non adducono motivazioni valide, l'Agenzia procede d'ufficio alla cessazione della partita Iva ed all'iscrizione a ruolo delle somme dovute nel caso in cui il versamento non sia stato effettuato spontaneamente".
PAGAMENTO IMPOSTA ATTIVITÀ SCUDATE PROROGATO FINO AL 16 MAGGIO - Il pagamento dell'imposta di bollo delle attività scudate viene prorogato dal 16 febbraio al 16 maggio del corrente anno. In conseguenza, fino all'entrata in vigore dell'odierno provvedimento, non si configurano violazioni in materia di versamenti.
(Aggiornato il 2 marzo 2012)










