L'Italia nel 2012 si troverà in recessione a causa di forti "venti contrari" legati al risananento finanziario, alle condizioni finanziarie restrittive, e al rallentamento globale. L'attività economica del Paese dovrebbe riprendersi nel 2013 grazie a una "modesta ripresa delle esportazioni e degli investimenti". È il giudizio del Fondo Monetario Internazionale contenuto nel comunicato finale della missione annuale in Italia nel quale si sottolinea da un lato che i rischi a tale scenario sono comunque "orientati al ribasso" a causa delle nuove turbolenze sui mercati e a possibili ritardi nell'attuazione delle riforme annunciate. Ma lo scenario Italiano - aggiungono gli economisti Fmi guidati da Reza Moghadam - dipenderà dall'avanzamento a livello europeo nel creare un'unione monetaria più stretta.
"Un'area euro più integrata con maggior disciplina fiscale e finanziaria e una maggior condivisione del rischio - si legge nel documento - fornirebbe una soluzione più durevole alla crisi dell'area euro e, insieme a un maggior allentamento monetario, e insieme alle misure non convenzionali della Bce, sosterrebbe gli sforzi di risanamento italiano".
Gli uomini di Washington, sottolineano inoltre che conservare la spinta delle riforme sarà importante per affrontare il nodo della produttività stagnante e le radicate debolezze strutturali che hanno ridotto il potenziale di crescita a medio termine dell'Italia".
D'altronde il guadagno potenziale che l'Italia può mettere a segno con le riforme è enorme. Secondo le stime Fmi le riforme del mercato del lavoro e dei prodotti che portino il Paese vicino alle migliori pratiche svolte nell'Ocse potrebbe aumentare il livello del Pil di circa il 6% nel medio periodo.
(16 maggio 2012)










