Ora la Consob alza il muro antiscalate

ECONOMIA

 

di Carlo D'Onofrio

Non nomina mai Parmalat, ma quando dice che le leggi italiane limitano "la possibilità di difesa delle società a fronte di scalate ostili" tutti capiscono a cosa si riferisce.

La "prima" di Giuseppe Vegas al cospetto del mercato - il nuovo presidente della Consob, in carica da gennaio, ha anticipato a maggio il tradizionale incontro di luglio a Piazza Affari - non poteva certo eludere il tema della controversa scalata della francese Lactalis all'azienda di Collecchio. Il "guardiano" della Borsa non si è fatto pregare, presentando in modo schietto la sua diagnosi del male e la terapia che andrebbe adottata di conseguenza.

La diagnosi: l'ex viceministro dell'Economia ha sottolineato che una legge sull'Opa forse troppo market oriented ha "privilegiato" la contendibilità delle società quotate. Ciò ha peraltro prodotto come "effetto indesiderato" un'ulteriore chiusura degli assetti proprietari.

La terapia: un primo argine potrebbe venire dall'estensione "dell'orientamento, già adottato in alcune recenti modifiche al Tuf, che ha permesso alle società quotate di derogare per via statutaria alla disciplina della passivity rule (la norma che impedisce al management di adottare misure difensive prima che l'assemblea adotti una delibera che definisce ostile la scalata, ndr)".

Più in generale, Vegas indica il modello di altri paesi (è il caso degli Stati Uniti, che non conoscono una legge sull'Opa) dove gli azionisti di controllo hanno maggiori possibilità di rafforzarsi o, in alternativa, di ricorrere a strumenti di difesa messi a loro disposizione dalla legge. 

L'intento non dovrebbe essere quello di mettere la mordacchia al mercato, fa capire il presidente della Consob, ma di rendere evidente la natura e gli obiettivi dei tentativi di scalata. È vero che le acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri possono apportare benefici "significativi" all'insieme del sistema economico, sia in termini di crescita dell'occupazione che di formazione del capitale umano e d'innovazione. Ma ciò può avvenire solo se, avverte Vegas, queste operazioni "sono motivate da obiettivi trasparenti".

Al contrario, invece del desiderio di incrementare il valore dell'impresa, può accadere ed accade che scalate ostili "celino intenti di empire building, di sfruttamento di benefici privati, di acquisizione di potere di mercato e creazione di posizioni dominanti". Per questo, insiste Vegas, diventa "cruciale" definire norme in materia di Opa "in grado di contrastare il rischio di distruzione di valore".

(9 maggio 2011)

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