Il sistema locale di ricerca e sviluppo è un fattore chiave per l'attrazione e il radicamento delle multinazionali estere in Piemonte. Lo rileva un'indagine effettuata attraverso Observer, l'osservatorio promosso dalla Camera di commercio di Torino e gestito dal Centro Estero per l'Internazionalizzazione (Ceipiemonte) per monitorare la presenza multinazionale sul territorio.
L'indagine - i cui risultati saranno discussi giovedì in una tavola rotonda - è stata condotta su un campione di 51 aziende che hanno risposto tra le 181 rilevate a Torino e provincia in base all'appartenenza ai settori manifatturiero, dei servizi avanzati o della R&S, alla presenza di un management con ruolo decisionale strategico.
Il 63% delle multinazionali estere intervistate svolge a Torino attività di ricerca, di natura industriale e di sviluppo sperimentale. Tale attività, in molti casi, è realizzata in collaborazione con l'Università e il Politecnico di Torino (75%), ma anche con centri e organismi di ricerca pubblici e privati (21%). Significativa è la collaborazione con altre imprese piemontesi per progetti di ricerca comuni (63%), oltre alla partecipazione delle multinazionali estere ai Poli di innovazione (21%).
Sul fronte delle reti di approvvigionamento e di fornitura è rilevante l'acquisto di servizi avanzati: il 40% delle multinazionali estere intervistate si rivolge all'offerta delle imprese locali che soddisfano più del 25% del fabbisogno. Oltre il 60% dichiara di realizzare una quota di acquisti inferiore al 25% dalle imprese piemontesi. Ciò vale sia per l'acquisto di materie prime, semilavorati o componenti, sia per quello di macchinari, di impianti e di attrezzature. (cdl)
(22 febbraio 2011)










