La Cancelliera tedesca Merkel: Gm vende Opel a Magna

 

di Andreina Bonanni

Francoforte (nostro servizio) - Dopo mesi di drammatica incertezza la General Motors si è infine decisa a cedere una quota di Opel al gruppo austro-canadese Magna. La decisione del consiglio di amministrazione di General Motors, annunciata oggi a Berlino dal capo delle negoziazioni di Gm per la vendita di Opel, John Smith, è tuttavia legata a una serie di condizioni, di cui non si conoscono ancora i dettagli. Un accordo definitivo, pertanto, potrebbe protrarsi oltre la data delle elezioni federali del 27 settembre.
Gli esponenti della coalizione possono comunque tirare un sospiro di sollievo: la decisione annunciata eviterà di compromettere la campagna elettorale, soprattutto della Cancelliera Angela Merkel, che ha voluto comunicare personalmente la notizia dell' esito. Ma per i lavoratori della Opel restano molte incertezze.
Se Magna e i suoi partner, la Banca russa Sberbbank e il costruttore automobilistico Gaz, saranno in condizione di soddisfare le condizioni poste da General Motors e, in particolare, di mantenere le promesse fatte riguardo il mantenimento dei posti di lavoro e degli stabilimenti, è tutto ancora da chiarire. Ed è certo che i dettagli del piano non verranno resi noti prima delle elezioni.
In attesa dell'annuncio, nelle ultime ore, il braccio di ferro fra Gm e Berlino si era protratto agli estremi. Al centro del contenzioso, il prestito ponte da 1,5 miliardi di euro accordato per Opel a Gm. Il ministro dell'economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg aveva ribadito che il finanziamento è legato alla vendita delle attività europee a una società. Gm, invece, ha fatto sapere che il prestito è svincolato dal futuro di Opel e quindi Berlino non può chiedere un rimborso anticipato se l'ipotesi di cessione di Opel a Magna sarà bocciata.
Il cda di Gm avrebbe valutato tutte le opzioni disponibili per Opel, dopo aver chiesto in agosto maggiori informazioni all'amministratore delegato Fritz Henderson. Oltre all'eventuale vendita a Magna o a Rhj, erano state valutate sia una possibile insolvenza sia il mantenimento del controllo delle attività europee. Una soluzione quest'ultima che, nelle ultime settimane, è sembrata essere l'orientamento del board ma i cui costi sono risultati troppo elevati. Secondo un rapporto elaborato dall'advisor finanziario Kpmg, mantenere Opel sarebbe costato a Gm 6,1 miliardi di dollari, cioé 1,45 miliardi di dollari in più rispetto alle stime di giugno. I 13 membri del board di GM, nel corso dell'incontro, avevano rivisto anche le strategie di marketing e di management: rientra in quest'ottica l'uscita del chief financial officer Ray Young.
I lavoratori di Opel erano intanto scesi sul piede di guerra e avevano minacciato manifestazioni di massa se General Motors avesse deciso di tenersi Opel. Il presidente del consiglio di fabbrica della casa tedesca, Klaus Franz, temeva che l'azienda di Detroit, nel caso avesse deciso di mantenere il controllo sulle attività europee, sarebbe stata costretta a chiudere, o vendere gli impianti di Bochum, Eisenach e Anversa e a effettuare altri tagli.
La Germania intende sostenere il consorzio Magna/Sberbank, secondo gli accordi iniziali, con una somma di 4,5 miliardi di euro. Magna aveva assicurato di voler mantenere tutti e quattro gli stabilimenti tedeschi di Opel, che impiegano attualmente 25 mila dipendenti. E' chiaro, tuttavia, che anche Magna effettuerà massicci tagli al personale. Non si sa ancora, inoltre, in che modo reagiranno gli altri paesi dell' Ue con stabilimenti Opel, agli accordi tra Berlino e Detroit.

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