Banda larga, per l'Authority Italia a rischio serie B

COMPETITIVITA'

 

L'asta delle frequenze del dividendo digitale esterno riservata agli operatori di telefonia mobile può partire e rispettare la tempistica prevista dalla legge. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani al termine della riunione del comitato formato dallo stesso Romani, dal ministro della Difesa Ignazio La Russa e dal sottosegretario all'Economia, Luigi Casero (in rappresentanza del ministro Giulio Tremonti), che ha formulato gli indirizzi relativi alla gara. "Vendendo tutte le frequenze a base d'asta - ha spiegato Romani al termine della riunione - si arriva a 3,1 miliardi": in ogni caso, è stato ricordato, il minimo incasso previsto dalla legge di stabilità è di 2,4 miliardi di euro.
Nella riunione di oggi (alla quale hanno partecipato anche il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, con il segretario generale Roberto Viola), ha spiegato Romani, sono stati formulati gli indirizzi relativi al bando di gara, tra cui la possibilità di prevedere una rateizzazione degli importi aggiudicati oltre i 2,4 miliardi di euro previsti dalla Legge di stabilità. Quanto alla tempistica, Romani ha spiegato che il bando di gara sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 25 giugno: entro il 25 luglio dovranno essere presentate le domande di partecipazione, il cui esito sarà reso noto entro il 29 dello stesso mese. Ci saranno poi trenta giorni di tempo per presentare le offerte economiche e il 30 agosto verranno aperte le buste. Dal giorno successivo, se ci sarà più di un'offerta per ogni blocco, potrà partire la fase dei rilanci. Il tutto si concluderà comunque entro il 30 settembre, con il versamento degli importi. "È una gara importantissima - ha concluso Romani - perchè introduce i servizi a larga banda di quarta generazione: si tratta della rete del futuro".
E, a proposito di banda larga, stamane, nel corso della consueta relazione annuale al Parlamento, il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, ha lanciato l'allarme retrocessione: "La percentuale di abitazioni connesse alla banda larga (fisso e mobile) è inferiore al 50%, a fronte di una media europea del 61%". Inoltre "esiste ancora un 4% di digital divide da colmare, cui si aggiunge circa il 18% della popolazione servita da adsl sotto i 2 Mbit al secondo". Tutto questo, ha concluso, "potrebbe anche precludere all'Italia la possibilità di estendere il servizio universale alla banda larga".
Calabrò ha rilevato in generale che nelle tlc "abbiamo un'Italia a due velocità". A fronte della grande diffusione della telefonia mobile, con oltre una sim e mezza per abitante e con i 12 milioni di italiani che navigano dal telefonino (e con i problemi di traffico già evidenziati nella Relazione dello scorso anno), "nella rete fissa, invece, la situazione è più stagnante, sebbene oltre 5 milioni di linee siano attive in unbundling e nonostante il miglioramento della qualità della rete. La penetrazione del 22% della banda larga fissa migliora il dato del 20,6% dello scorso anno ma rimane indietro rispetto alla media Ue del 26,6%". Insomma, "il modello della connessione dal computer fisso ancora non si afferma: non ci si abbona alla banda larga anche quando è disponibile e spesso anche con tariffe promozionali convenienti", anche perchè "il fondamentale gap digitale dell'Italia è innanzi tutto culturale e di alfabetizzazione informatica".
Fuori da Montecitorio, intanto, i dipendenti dell'Agcom hanno manifestato per rivendicare l'autonomia dell'istituzione ed il rispetto degli accordi sindacali. In una nota a firma del segretario confederale Cisl, Annamaria Furlan, e del segretario generale della Fiba, Giuseppe Gallo, si ribadisce che il sistema dell'Authority "è e deve rimanere universalmente distinto da quello della generalità delle Pubbliche Amministrazioni" e si esprime l'auspicio "che l'Agcom riprenda al più presto un confronto costruttivo con le organizzazioni sindacali aziendali nell'interesse della stessa, del suo personale e del Paese".

 (14 giugno 2011)

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