Polveri sottili, un problema di salute e di scelte modali per le città italiane

TRASPORTI

 

Blocco della circolazione stradale, targhe alterne, domeniche a piedi sono gli ingredienti con i quali si cerca affannosamente di contrastare l'inquinamento in città, grandi e piccole del nostro Paese. Un palliativo incapace di incidere sulle cause, necessario per le amministrazioni locali ad evitare di incorre in altre sanzioni, come prevedono le normative europee. Mobilità e salute costituiscono un intreccio complesso per le attività socio-economiche, fattori che condizionano vicendevolmente ma che sino ad oggi non hanno trovato ragioni convergenti per intervenire sul sistema integrato della mobilità, per ridurre i pericoli alla salute che derivano dall'eccesso di trasporto privato. Di questo si è parlato oggi, nel corso di un seminario organizzato da Isfort, l'istituto di studi e formazione nei trasporti della Fondazione BNC, prendendo lo spunto da uno studio sugli effetti del PM10 sulla salute e i benefici sanitari ed economici, derivanti da una maggiore utilizzazione dei mezzi collettivi di trasporto.
La ricerca dell'Isfort - come evidenziato dal presidente dell'Isfort, Claudio Claudiani - mette a fuoco la necessità di intervenire immediatamente sul settore della mobilità, che in Italia costituisce la prima fonte di polveri sottili, di monossido di carbonio, di benzene e etanolo diversamente da quanto avviene a livello europeo. Il trasporto su strada è il principale fattore di produzione di questi inquinanti particolarmente nocivi per la salute dei cittadini in 21 città tra le 34 esaminate dal rapporto. Il contributo del trasporto su strada delle emisioni di PM10 si attesta al 40% delle emissioni totali, un valore che viene abbondantemente superato nelle aree urbane di Roma, Milano, Palermo e Catania ma anche a Monza o ad Aosta.
Troppe decisamente le autovetture private in circolazione in Italia sono in media 608,1 ogni mille abitanti rispetto ad una media europea di 513,9 ma ancor più invasive se rapportate alle 502,3 della Germania, alle 499,9 della Francia, alle 496,9 della Gran Bretagna, alle 493,4 della Spagna.
Inquinamento, consumi, paralisi del traffico rendono indispensabili scelte nette in favore del trasporto pubblico, per dare un volto diverso e più civile alle città italiane.
"La mobilità su strada deve essere rivisitata in profondità - ha sottolineato Claudiani - affidando un ruolo nuovo e incisivo al trasporto pubblico, oggi afflitto da una grave crisi, con tagli ai trasferimenti che si ripercuoteranno sui servizi. Una spinta ulteriore - ha aggiunto - viene dalle necessità di tutelare la salute dei cittadini, invertendo l'attuale tendenza. Non si può morire ne ammalarsi di traffico. La eco sostenibilità del trasporto - ha concluso Claudiani - passa dal rilancio di quello collettivo".

(7 dicembre 2011)

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