Lo Ial, dopo oltre 50 anni di attività formativa rivolta a giovani e lavoratori, ha avviato un profondo progetto di riorganizzazione interna che oggi e domani sarà illustrato e approfondito nel corso del convegno "Impresa Sociale: una visione, un'organizzazione ed una strategia per lo Ial nuovo".
Ad anticiparci i temi sul tavolo è Graziano Treré, amministratore unico dello Ial nazionale, che a Conquiste spiega di come lo Ial abbia chiuso la fase più difficile della propria storia, ripensando il proprio ruolo. "Il primo passo - sottolinea - è stato quello di trasformare gli Ial regionali in Srl. Società di capitali, cioè, per consentire innanzitutto di tutelare il sistema e di responsabilizzare i gruppi dirigenti. Società a responsabilità limitata, cui noi abbiamo aggiunto anche l'applicazione della legge 155 del 2006, vale a dire la legge sull'impresa sociale. Cioè la possibilità di essere società di capitali, mantenendo però l'identificativo del no profit. Un'impostazione che ci dà la possibilità di valorizzare alcuni aspetti propri della cultura della Cisl, come la partecipazione del lavoro alla vita d'impresa e la redazione di un bilancio sociale che diventa obbligatorio. Soprattutto, - conclude Treré - abbiamo chiuso con l'esperienza della formazione di base, impegnando invece lo Ial nella traduzione in fatti concreti della strategia dell'organizzazione".
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(10 maggio 2011)










