di Giuseppe Gagliano
Quello dell'ingresso dei laureati nel mercato del lavoro e di una buona coerenza tra le scelte accademiche e le reali posizioni aperte in azienda o nel settore pubblico è uno dei problemi centrali del mercato del lavoro italiano che ha spesso scontato questa cronica difficoltà dei sistemi di istruzione e lavoro ad aprirsi ed integrarsi tra loro. Il resto del quadro, poi, lo sta disegnando la crisi. In due modi. Da un lato restringendo il campo delle opportunità e, dall'altro, ridefinendo i diversi settori in base alla loro effettiva capacità di assorbire i cervelli. Resta fondamentale, quindi, per capire realmente l'evolversi della situazione, tracciare una sorta di "mappatura" delle diverse opportunità. In questo puzzle fatto di molti tasselli ci arriva in soccorso l'ultima indagine condotta dal Consorzio Interuniversitario Cilea che, all'interno del progetto "Stella", ha presentato un focus relativo alla situazione occupazionale dei laureati. Guardando dentro alla grande mole di dati, ci sono diversi elementi e spunti che aiutano a tracciare la fotografia della situazione complessiva. L'indagine mette in evidenza il quadro rappresentativo e relativo a circa 50 mila laureati triennali ad un anno dal conseguimento del titolo. Stando ai numeri diffusi, si evince innanzitutto una netta prevalenza delle donne sugli uomini, che si aggiunge alla sostanziale contrazione dei neo dottori che si affacciano per la prima volta sul mercato del lavoro, stimata in quasi cinque punti percentuali. Una riduzione dei laureati che resta comunque spalmata in modo equivalente in tutti i corsi. Evidenza, quindi, di un segnale di regressione del tessuto economico. Rispetto ai percorsi universitari poi, i maschi confermano una tendenza già emersa nelle indagini precedenti, quella per la quale sono strutturalmente più propensi a proseguire l'università. Questo con uno scarto di quasi 7 punti rispetto alle femmine. Anche in questo senso gli effetti della crisi sono fatti sentire, spingendo sempre più dottori ad allungare la permanenza in ateneo. Rispetto a due nodi essenziali della transizione tra università e lavoro, età e voto di laurea, il rapporto ha messo in evidenza che sono, rispettivamente, i meno giovani e quelli con voto conseguito più basso a proporsi prima sul mercato. Si tratta di tendenze già emerse lo scorso anno e uscite ulteriormente rafforzate dagli ultimi dati diffusi. Anche la differenza di ceto ha il suo peso. Oltre il 60% dei laureati provenienti da famiglie monoreddito chiede di accedere prima ai sistemi d'incrocio tra domanda e offerta. Rispetto agli studi fatti, solo il 23% del campione cambierebbe la propria scelta. Tra le note liete, una lieve riduzione dei tempi per la ricerca di un impiego, che passano da una media di quattro mesi e mezzo ad una di quattro mesi. I laureati triennali, poi, si connotato per una caratteristica di fondo e cioè, il forte richiamo del lavoro dipendente, seppur in calo di due punti percentuali, dal 63% al 61%. Di questi, una buona metà riesce a trovare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Migliorano anche i salari mensili (1.263 euro), con ancora un persistente divario di genere che penalizza le donne. In calo di quattro punti, poi, la percentuale di chi si trova sotto la soglia dei mille euro. Un'altra conferma arriva rispetto ai modi per trovare un impiego, con il primato confermato per l'iniziativa personale che rimane saldamente al comando con il 47% dei casi. Tecnicamente, resta il dato di fondo per il quale i laureati triennali si confermano una figura richiesta dal mercato del lavoro, che accoglie coloro che decidono di non proseguire gli studi con tassi di assorbimento e salari medi addirittura superiori a quelli dei laureati specialistici/magistrali. Restano significative differenze tra i vari percorsi, visto che indubbiamente la laurea triennale è vista all'interno di alcuni canali come altamente formativa e professionalizzante laddove, invece in altri contesti, viene vissuta come una sola tappa intermedia del percorso universitario.
(17 maggio 2010)










