Trovata l'intesa tra governo, Regioni e parti sociali sulla formazione. Un accordo che mette al centro le categorie deboli del mercato del lavoro come i giovani, le donne e gli over 50, con l'intenzione di accompagnare gli ammortizzatori sociali con la formazione per il reimpiego dei lavoratori coinvolti dalle conseguenze della crisi come i lavoratori in cassa integrazione, in sospensione, in mobilità o disoccupati.
Sul piatto ci sono 2,5 miliardi di euro che l'intesa lega, in particolare, all'identificazione dei fabbisogni professionali. Attraverso i diversi punti dell'accordo, quindi, la formazione viene orientata maggiormente alla sua spendibilità sul mercato del lavoro, nei singoli settori e nelle imprese. Per il segretario confederale Cisl, Giorgio Santini, "si tratta di un accordo che apre importanti opportunità per realizzare le politiche attive del lavoro, per potenziare la formazione strettamente finalizzata alla occupabilità delle persone in modo da evitare che si formino bacini di disoccupazione e inoccupazione cronica".
E' necessario, osserva Santini, "attuare questo accordo nel confronto tra le parti sociali e le Istituzioni a livello regionale e territoriale, sulla base delle esigenze e dei fabbisogni reali dei lavoratori, delle imprese, dei territori, potendo rafforzare sul piano qualitativo quanto si sta positivamente facendo in materia di ammortizzatori sociali". (cdl)
(18 febbraio 2010)










