di Giuseppe Gagliano
(dal nostro inviato) - L'azione riformista della Cisl ha lasciato un segno tangibile rispetto ai contenuti del disegno di legge lavoro. La Confederazione si è battuta, fin da subito, per l'avanzamento della frontiera dei diritti dei lavoratori, all'interno della quale c'è certamente anche l'arbitrato e il libero esercizio di un diritto che porta con sé. Nell'agenda degli interventi necessari per superare la crisi e rilanciare il sistema ora ci sono anche lo Statuto dei Lavori e un sistema di ammortizzatori sociali di nuova generazione. E' partita da qui la riflessione che ha chiuso la tregiorni organizzata al Centro Studi di Firenze dal Dipartimento Mercato del Lavoro confederale. Un'occasione per tracciare le linee di quanto è stato fatto e di quanto resta ancora da fare. Un'azione corale che ha visto l'importante apporto delle diverse realtà territoriali e categoriali con le loro esigenze e specificità, figlie anche di un mercato del lavoro con le solite innumerevoli sfaccettature e dove la flessibilità si è declinata spesso in maniera asimmetrica e quindi difficilmente sostenibile rispetto alle esigenze di tutela. Un problema che il sistema ha "nascosto" con l'andamento positivo dell'economia, riemerso con forza in questi tempi di crisi. Criticità che si incrociano con le debolezze storiche della realtà italiana: bassa occupazione femminile, difficoltà di accesso al lavoro di giovani e over-55, specie nel Mezzogiorno. Come intervenire? Il segretario confederale Cisl, Giorgio Santini, ha tracciato un quadro delle priorità. "Per quanto riguarda lo Statuto dei Lavori immaginato da Marco Biagi - sottolinea - non si tratta di estendere lo Statuto dei Lavoratori, ma di integrarlo con le tutele sociali fondamentali universalmente riconosciute, una contribuzione previdenziale omogenea e capace, quindi, di evitare fenomeni di "dumping" sociale, l'ampliamento delle tutele per i parasubordinati, una migliore occupabilità caratterizzata, da un lato da un diritto alla formazione continua e, dall'altro, da un rafforzamento delle politiche destinate all'apprendistato e alla conciliazione tra vita e lavoro". Un sistema complessivo, quindi, quello delineato da Santini, che non dimentica ma anzi valorizza anche gli altri temi "caldi" del dibattito pubblico. A cominciare dal ruolo centrale della contrattazione, passando per lo sviluppo della bilateralità e finendo con la sfida della partecipazione dei lavoratori rispetto alla governance delle imprese. Il tema del mercato del lavoro e delle riforme non può non passare anche attraverso l'analisi delle ultime proposte arrivate da giuslavoristi accreditati. Una per tutte quella del contratto unico. "L'esigenza reale e da più parti avvertita - spiega Santini - rispetto ad una semplificazione delle tipologie contrattuali è qui compressa in una formula tanto accattivante quanto oggettivamente impraticabile. Non serve eccedere con ulteriori formule legislative da affiancare alle altre". Su cosa puntare allora? Su due pilastri della strategia Cisl: la parificazione de
i costi contrattuali e previdenziali e la forte valorizzazione di un contratto dalle potenzialità fortemente inespresse, come quello di apprendistato, da considerare come canale fondamentale per l'accesso al lavoro dei giovani. L'altra priorità Cisl, distinta ma connessa alle precedenti, è quella di un riordino complessivo degli ammortizzatori sociali. Dal dibattito è emersa forte la necessità di superare la fase "emergenziale" degli interventi, per arrivare finalmente a definire una logica di "sistema". Tenendo presente che se resta importante, come sindacato confederale, aver intercettato migliaia di lavoratori, mantenendo attraverso la cig il rapporto con l'azienda, resta il problema di una ripresa potenzialmente fragile. Sono sostanzialmente tre le linee d'azione definite nel seminario: l'ampliamento degli ammortizzatori in presenza e costanza di un rapporto di lavoro, il rafforzamento delle tutele in caso di perdita dell'occupazione, come la definizione e il consolidamento delle politiche attive destinate al reinserimento nel ciclo produttivo. "Con un ruolo centrale - ha concluso Santini - che può essere svolto, dagli stessi Fondi interprofessionali". Con un doppio vantaggio, quello di portare a regime un nuovo e più moderno sistema di ammortizzatori e di farlo in tempi non lunghi, riuscendo anche a sciogliere il vero nodo alla base di ogni intervento di tutela, quello dell'individuazione delle risorse. Altro punto centrale nella ricetta Cisl, la gestione corretta dei voucher. Uno strumento importante laddove riesce ad includere, come nel caso di utilizzo da parte dei cassaintegrati, ma che può rappresentare una criticità importante se da lavoro accessorio, per via di un utilizzo troppo esteso, finisce per intaccare il lavoro ordinario.
(5 maggio 2010)










