Formazione, un patto condiviso e finanziato per il 2010

MERCATO DEL LAVORO

 

Due miliardi e mezzo di risorse sono disponibili per la formazione nel 2010.
La cifra è stata annunciata dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, al tavolo che si è aperto a Palazzo Chigi con regioni e parti sociali con l'obiettivo di aumentare l'occupabilità, definire linee guida condivise sulla formazione e proporre un Patto condiviso per il rilancio. La cifra annunciata è aggiuntiva rispetto agli stanziamenti destinati agli ammortizzatori sociali. 

Attualmente, dati alla mano, nelle attività di istruzione e formazione lungo tutto l'arco della vita, l'Italia registra una partecipazione del 6,2% a fronte di una media europea del 9,6% (ma che arriva al 26,6% nel Regno Unito, al 10,4 in Spagna, al 7,5 in (Germania e Francia) e ben lontana dall'obiettivo europeo del 12,5% nel 2010. Tra i nodi scoperti, la persistenza di barriere all'accesso di un lavoro regolare e di qualità (soprattutto per giovani, donne, anziani, immigrati e disabili); l'assenza di condizioni di effettiva parità di opportunità tra gli uomini e le donne e la profonda spaccatura tra Nord e Sud del Paese. Che serva una ricetta nuova e rapidi cambiamenti sono tutti d'accordo. Ora però bisognerà fare presto perché il futuro dell'Italia si gioca anche sulla formazione professionale e l'aggiornamento lungo tutto l'arco lavorativo.

Ma qual è la ricetta nuova? Una cabina di regia nazionale per la ricognizione del reale fabbisogno di competenze utili al mercato del lavoro per il 2010 attraverso le organizzazioni di categoria e gli enti bilaterali, consulenti e agenzie del lavoro; impiego diffuso dell'apprendimento; accesso dei disoccupati, soprattutto giovani, a tirocini di inserimento, corsi di formazione tecnico-professionali, contratti di apprendistato in impresa; reale avvio di accordi di formazione per il rientro anticipato dei cassintegrati; il rilancio dei contratti di inserimento per gli over 50.

«Giudizio positivo» della Cisl sul progetto dedicato alla formazione illustrato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, al tavolo con le regioni e le parti sociali in corso a Palazzo Chigi. «Serve uno sforzo collettivo per fronteggiare la crisi», dice il segretario confederale Giorgio Santini, sottolineando che «convince l'idea di politiche attive sul lavoro, con una forte accentuazione della formazione». Per la Cisl è «importante puntare ad un rapporto virtuoso tra istituzioni locali e parti sociali in uno spirito di sussidiarietà. Siamo favorevoli  ad un tavolo comune per una conclusione in tempo utile. Occorre valorizzare con una regia appropriata le strutture esistenti, coinvolgendo i fondi interprofessionali».

(15 dicembre 2009)

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