Alternanza scuola-lavoro. Via libera dai dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado. Secondo i primi dati di una indagine Censis, gli ex presidi pensano, nel 71,2% dei casi, che il ricorso a questo modello di formazione-ingresso nel mercato del lavoro permette agli studenti di avere una migliore conoscenza delle aziende e della professione. Dati alla mano, il 55,9% degli intervistati ritiene che l'alternanza permetta alla scuola di offrire un curriculum di studio più adeguato alle esigenze del mondo del lavoro e il 53,2 pensa che si aumentino le opportunità occupazionali dei diplomati.
I dirigenti scolastici vanno oltre. Pensano che l'attivazione dell'alternanza scuola-lavoro abbia ricadute positive sull'ambiente e sul vissuto scolastico; sostengono che influenzi i livelli motivazionali, contrastando i fenomeni di dispersione, e stimoli l'innovazione didattica e professionale anche del corpo docente.
Certo non sono tutte rose e fiori. Mancano le risorse finanziarie, ci sono difficoltà a offrire percorsi di alternanza a tutti gli studenti interessati e soprattutto a coinvolgere le aziende e gli altri soggetti economici. Nel complesso, secondo i dati di monitoraggio (raccolti dall'Ansas, ex Indire), partecipanti e corsi sono in aumento. Nel 2008-2009, i corsi di professionalizzazione sono stati 8.023 per 140.409 studenti (+10% rispetto al 2006-2007). La crescita più significativa è quella delle imprese coinvolte, che passano da 27.720 a 48.081 (+41,5%). Su dimensioni minori ma significative si posizionano i percorsi di alternanza scuola-lavoro, che si caratterizzano per incrementi annui rilevanti per tutte le variabili considerate. Nel 2008-2009 li hanno attivati più di 1.000 istituti di riferimento, coinvolgendo 69.375 studenti (+51,2% rispetto al 2006-2007).
Secondo il Censis, i risultati delle esperienze di alternanza e di terza area costituiscono una buona base di partenza ma si tratta di esperienze ancora limitate rispetto alla potenziale utenza perché riguardano circa il 10% di studenti che possono essere coinvolti considerando il quarto e quinto anno degli istituti professionali, per la terza area, e studenti con almeno 16 anni, per l'alternanza.
(22 febbraio 2010)










