Nuove regole per insegnare e addio alle scuole di specializzazione

SCUOLA

 

Se ne parlava da qualche settimana dell'arrivo di ulteriori novità per la scuola ma il ministro Gelmini ha deciso di annunciarle dal palcoscenico del Meeting di Rimini. Le novità sono contenuto in un regolamento frutto del lavoro della commissione presieduta dal professor Giorgio Israel, a cui è seguita una azione di primo confronto col mondo della scuola e delle associazioni per l'integrazione scolastica. Viene introdotto un anno di tirocinio per legare teoria a pratica; si introduce il criterio delle assunzioni solo in base alla necessità per evitare il precariato; si rafforza l'insegnamento dell'inglese e delle competenze tecnologiche.

Con il nuovo sistema per insegnare nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria la laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentirà di conseguire l'abilitazione per la scuola primaria e dell'infanzia. Per gli alunni con disabilità, è previsto che ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali.

Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado sarà necessaria la laurea magistrale più un anno di Tirocinio formativo attivo. È prevista una prova di ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie. L'anno di tirocinio formativo attivo contempla 475 ore di presenza a scuola sotto la guida di un insegnante tutor.

Altra novità annunciata è la chiusura delle Siss (Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario) per le secondarie di primo e secondo grado e al loro posto si dà vita al Tirocinio formativo attivo della durata di un anno. Il numero dei tirocini sarà deciso in base al fabbisogno di insegnanti. Nel regolamento è stato dato riconoscimento al sistema nazionale dell'istruzione tanto nel coinvolgimento nei tirocini quanto nel calcolo dei fabbisogni di personale docente, e si inizia a prevedere la possibilità di svolgere tirocini anche nelle strutture di istruzione e formazione professionale dove c'è la sperimentazione dell'obbligo formativo.

Per quanto riguarda invece la proposta della Lega di insegnare i dialetti nelle scuole, il ministro chiude a questa eventualità mentre si è detta favorevole all'insegnamento delle tradizioni locali.
"«Penso - ha detto - che la scuola debba occuparsi anche di trasmettere ai ragazzi la conoscenza
dell'identità, della storia dei luoghi e della cultura di un determinato territorio. Non mi soffermerei troppo sul dialetto, ma credo però che sia importante la difesa dell'identità, che è fatta anche di tradizioni locali" (Cdl).

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