Politica e scuola, un connubio deformato dal conflitto

SCUOLA

 

Prima l'attacco poi la smentita.Ma il contraccolpo c'è stato e la reazione pure. La sortita del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al congresso dei Cristiano riformisti sul comportamento degli insegnanti della scuola pubblica che "inculcano agli studenti valori diversi rispetto a quelli delle famiglie" ha provocato una bagarre di reazioni e la richiesta di dimissioni al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, da parte del segretario del Pd, Pierluigi Bersani perché " dovrebbe prendere atto degli inaccettabili attacchi rivolti a insegnanti e scuola pubblica". Il ministro, dal canto suo, ha rinviato la richiesta al mittente: "Non c'è giorno ormai che Bersani non chieda le dimissioni di qualche ministro". Parlando a braccio, il Premier ha riletto un passo del suo discorso della sua "discesa in campo" del 1994 e, rivolto ai cattolici, ha sbandierato i cavalli di battaglia della lotta al comunismo, della difesa della famiglia tradizionale e del rifiuto a che "un gay o un single faccia un'adozione". I primi a rispondere sono stati i sindacati di categoria. La Cisl Scuola ha parlato di "accuse generiche e strumentali" da parte di Berlusconi e ha affermato che è necessario più equilibrio e rispetto nei confronti di chi "tiene in piedi con competenza e dedizione, tra mille difficoltà, un servizio fondamentale per il Paese". Il Premier ha poi chiarito che "le parole pronunciate sono state travisate e rovesciate da una sinistra che, pressoché ogni giorno, crea polemiche infondate, strumentali e pretestuose".


Ma Scrima ha insistito. "Per la scuola si sta facendo molto meno di quanto si dovrebbe. Ne sia consapevole chi presiede il governo, senza lanciare accuse generiche e strumentali agli insegnanti, a cui si continua a chiedere tanto e a dare troppo poco". Per il sindacato, alla scuola e agli insegnanti tutti continuano a delegare tutto: non c'è argomento sul quale, all'occorrenza, non gli si attribuiscano responsabilità e colpe. "Questa volta l'accusa ai docenti è di inculcare valori che sarebbero difformi da quanto richiesto dalle famiglie. Ci chiediamo a quali modelli valoriali si faccia riferimento, visti quelli che quotidianamente la società, a vario titolo, propone ai nostri ragazzi nel loro tempo extra scolastico - ha aggiunto Scrima - La stragrande maggioranza degli insegnanti offre ogni giorno a milioni di studenti, con competenza e dedizione, un impegno che meriterebbe ben altro riconoscimento. È grazie a loro se la scuola continua ad essere, in un paese fortemente percorso da egoismi e faziosità, luogo che promuove responsabilità, ascolto reciproco, integrazione. Chi ha compiti di Governo, li sostenga col suo apprezzamento e soprattutto con scelte di politica scolastica che facciano dell'istruzione e della formazione, come accade in atri paesi, un settore prioritario di investimento".

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(28 febbraio 2011) 

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