SCUOLA. La valutazione del personale al tavolo negoziale

Dopo aver assicurato il ripristino degli scatti di anzianità per il personale della scuola (con la quota del 30% delle economie), la Cisl è pronta a parlare di merito e valutazione del personale docente e amministrativo in sede negoziale. La proposta di sperimentazione, presentata dal ministro dell'Istruzione ai sindacati, riguarderà, inizialmente, 20 istituti di Napoli e Torino. I docenti di queste scuole più meritevoli riceveranno un premio pari ad una mensilità di stipendio (una sorta di quattordicesima) mentre, alle scuole che dimostreranno di elevare gli standard degli apprendimenti degli alunni, saranno destinati contributi fino a un massimo di 70 mila euro. Attualmente, in Italia, gli scatti di anzianità rappresentano l'unica possibilità che ha un lavoratore della scuola per aumentare la sua retribuzione, oltre a quella dei rinnovi contrattuali che, da qualche anno, però, si limitano a rivalutare i salari in misura più o meno equivalente al tasso di inflazione.
"Inquadramento e progressione - come si legge in un Dossier realizzato dalla Cisl Scuola sugli scatti e sul merito - sono stabilite dal contratto nazionale ma dal 1995 ad oggi non ha subito altre variaizoni, a parte gli importi delel singole posizioni stipendiali". La carriera nella scuola, da sempre, si sviluppa lungo una sola linea: quella che, dalla retribuzione iniziale, arriva a fine arriera, dopo 35 anni, attraverso la serie dei cosiddetti gradoni. Per fare degli esempi concreti, a fine carriera, la retribuzione del docente di scuola primaria cresce del 47,4%, lo stipendio mensile "netto in busta paga" di un docente a inizio carriera è di circa 1.260 euro mentre, dopo 35 anni, sale a 1.780 euro. Nel caso di un docente di scuola secondaria di secondo grado, la retribuzione a fine carriera cresce del 56,9% passando dai circa 1.350 euro iniziali ai poco meno di 2 mila euro a fine percorso lavorativo. In definitiva, "il progresso di carriera in Italia è estremamente diluito nel tempo e raggiunge l'obiettivo finale percorrendo una strada con scarse differenziazioni per i diversi gradi di scuola: come già detto, sono necessari 35 anni in Italia contro i 25 anni di media nei paesi Ocse. Tutti questi paesi (Finlandia esclusa) utilizzano l'anzianità di servizio come elemento fondamentale per il calcolo del reddito. Tuttavia, mentre questo è praticamente l'unico criterio in Belgio, Grecia, Scozia, Spagna, Austria, Giappone, Korea e Stati Uniti, numerosi paesi considerano l'esperienza unitamente a criteri legati alle condizioni d'insegnamento ed alle responsabilità, a criteri legati a qualifiche, formazione e performance e a criteri demografici. Il trattamento accessorio dei docenti italiani è legato esclusivamente allo svolgimento di mansioni aggiuntive o alla disponibilità ad assumere incarichi ulteriori rispetto a quelli assegnati per contratto. La maggior parte dei paesi Ocse determina il trattamento accessorio in base a criteri legati alle condizioni d'insegnamento e alle responsabilità. Il sindacato sulla valutazione è pronto al confronto. "L'avvio della sperimentazione annunciata dal ministro mentre viene ripristinato il pagamento degli scatti - ha detto Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola - rappresenta un'opportunità da cogliere e superare la contrapposizione merito e anzianità". Per il sindacato, "si deve ripensare l'assetto delle carriere ma la materia va trattata nella sede negoziale e non va affidata a decisioni unilaterali o risolta per via legislativa".

Andrea Benvenuti

(19 novembre 2010)

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