La Cisl scuola boccia l'opportunità e il metodo con cui è stata organizzata la manifestazione del 12 marzo sulla difesa della scuola pubblica e la costituzione. "Investire su istruzione e formazione, sostenere la scuola pubblica, valorizzare il lavoro svolto in condizioni ogni giorno più difficili - dice il segretario generale, Francesco Scrima - sono gli obiettivi che orientano l'azione sindacale e l'impegno quotidiano a ogni livello. Ma lo facciamo tenendo sempre distinta la sfera politica da quella sindacale". L'iniziativa del 12 marzo ha invece un sapore troppo politico. "La cultura e l'identità della Cisl sono quelle di un sindacato pluralista e autonomo, abituato a confrontarsi in modo chiaro e netto con qualunque Governo, senza mai confondere il suo ruolo con quello di una parte politica - aggiunge Scrima - Appartiene alla libera determinazione di ogni nostro iscritto aderire a iniziative di cui senta di condividere motivazioni e finalità: è un diritto che mai potrà essere messo in discussione".
Per questo motivo, la Cisl guarda sempre "con attenzione e interesse a ogni iniziativa che assuma quegli obiettivi e si proponga di sostenerli". Sulla scuola pubblica il sindacato di categoria non accetta richiami e critiche. "Da sempre diciamo che la scuola è un bene comune che appartiene all'intero Paese e chiediamo al Governo concreti segnali di una svolta sulle politiche scolastiche". Ma l'azione deve riguarda re tutti i soggetti politici, quelli sociali, professionali e il mondo della cultura. Il metodo di fondo deve essere il dialogo e il confronto di merito. "Le polemiche condotte a colpi di facili slogan non servono - aggiunge Scrima - né servono arroccamenti pretestuosi o sterili contrapposizioni per risolvere i problemi della nostra scuola pubblica".
(11 marzo 2011)










