Insicure e con il miraggio delle nuove tecnologie. Con i tagli alla spesa le scuole annaspano

SCUOLA

 

Qui di seguito riportiamo due articoli (in uscita domani su Conquiste del Lavoro) che presentano i dati allarmanti di due ricerche sulla sicurezza e l'informatizzazione degli istituti scolastici italiani che, per i tagli alal spesa, rimangono fermi al palo.

SCUOLE INSICURE A CAUSA DEI TAGLI ALLA SPESA

di Rossella Rossini

Distacchi d'intonaco, assenza di porte antipanico e di scale di sicurezza, finestre rotte, cavi volanti, fili elettrici scoperti, barriere architettoniche e tanta sporcizia. Non solo degrado e fatiscenza, ma anche pericoli nelle nostre scuole, dove è a rischio anche la fuga in caso di pericolo.
A pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico 2010-2011 una nuova, solenne bocciatura per la scuola italiana viene dall'VIII Rapporto di Cittadinanzattiva "Sicurezza, qualità e comfort a scuola", realizzato quest'anno su un campione di 82 edifici di ogni ordine e grado in 11 province di 8 Regioni (Piemonte, Lombardia, Marche, Umbria, Lazio, Campania e Sicilia).
Gli edifici scolastici, che ospitano ogni giorno circa 10 milioni di persone tra studenti, personale docente e non docente, presentano in circa la metà dei casi gravi problemi di ordine strutturale, di mancanza di spazi e attrezzature. E a risentirne non sono soltanto la sicurezza e la salute di chi vi lavora e studia, ma anche l'apprendimento, la socializzazione, la qualità di vita di alunni e personale.
Vediamo, nel dettaglio, le principali magagne. Il 15% delle scuole presenta crepe, all'esterno e all'interno. Distacchi d'intonaco sono stati rinvenuti nel 29% dei corridoi, nel 23% dei laboratori, nel 21% dei bagni e nel 20% delle aule. E il motivo non sta soltanto nella vetustà degli edifici (il 55% delle scuole italiane risale ad anni antecedenti il 1974), ma nella mancanza di manutenzione: il 28% del campione dichiara la necessità di interventi ordinari (88% dei casi) e straordinari (46%).
Situazione gravissima anche in materia di certificazione, con la gran parte degli edifici "fuori legge". Poco più di 1 scuola su 3 tra quelle monitorate possiede la certificazione di agibilità statica (37%), con l'aggravante che oltre la metà di esse (55%) si trova in zona a rischio sismico. La percentuale si abbassa vistosamente riguardo alla certificazione igienico-sanitaria, presente solo nel 25% dei casi (1 scuola su 4), mentre meno di 1 scuola su 3 (31%) è provvista della certificazione di prevenzione incendi.
Ai problemi di ordinaria insicurezza si aggiungono quelli derivanti dal Regolamento attuativo della legge 133/2008, che prevede l'innalzamento progressivo del numero di alunni nelle classi di ogni ordine e grado. Stipati come sardine, non solo ne risentiranno in termini di didattica e vivibilità, ma di crescente rischiosità, soprattutto per gli alunni disabili: il 93% delle aule è infatti privo di porte con maniglia antipanico e le scale di sicurezza sono assenti nel 29% delle scuole a più piani.
Tutto ciò - afferma il Rapporto - è essenzialmente riconducibile a scarsità di risorse destinate alla scuola e tagli ai bilanci, con conseguenze pesanti anche sulla pulizia. Corridoi e bagni, laboratori, aule e palestre: nessun ambiente si salva da sporcizia e fatiscenza. A risentirne di più sono i bagni, dove nel 35% dei casi manca la carta igienica, nel 39% il sapone, il 68% è sprovvisto di asciugamani. Intanto, nello scorso dicembre, una circolare del ministero dell'Istruzione ha previsto una riduzione di spesa del 25% per il personale addetto alle pulizie.
Ma non è solo degrado. Crescono anche bullismo (+2% sul 2009) e vandalismo (+7%), che interessano rispettivamente il 13% e il 41% delle scuole monitorate. E crescono gli incidenti: 93.328 (dati Inail) gli incidenti di diversa gravità nelle scuole denunciati nel 2009, rispetto a 92.060 nel 2008. Del resto, lo stesso ministero dell'Istruzione ha diffuso nel 2009 una lista nera di scuole "con particolari criticità": 12mila nelle diverse regioni, per le quali si consiglia di non alzare il numero di studenti per classe.

(16 settembre 2010)

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RICERCA ADICONSUM. 
A CASA IPERTECNOLOGICI, TRA I BANCHI ALL'ETA' DELL'ARDESIA 


di Floriana Isi

Meraviglie digitali? Sì certo, ma fuori dalle aule. In un'epoca in cui i ragazzi in età scolare sono tutti "nativi digitali", le nuove metodologie offerte dalle possibilità digitali rimangono al palo, strumenti meravigliosi ma inesplorati per fare dell'insegnamento, e dell'apprendimento, un'esperienza al passo con i tempi. Troppe lavagne di ardesia ancora e troppo poche quelle interattive, pochi laboratori di informatica per troppe classi, poco sfruttati perfino i supporti multimediali (dvd, cdrom, cd) allegati ai libri di testo, per non parlare degli e-book e dei "book in progress". L'allarme arriva da Adiconsum che, in collaborazione con le case editrici D'Anna e Loescher insieme con Anarpe, l'associazione che riunisce i promotori editoriali, ha realizzato una approfondita inchiesta coinvolgendo proprio i diretti interessati: 1570 studenti di scuole medie inferiori e superiori, 299 insegnanti e 523 genitori di tutta Italia, per fare il punto proprio su "Il mondo della scuola e le nuove tecnologie: tra realtà e futuro". Con risultati ampiamente contraddittori. Tutti oramai possiedono un Pc, in particolare il 97% dei ragazzi e il 94% degli insegnanti, ma lo lasciano a casa. Il 78% delle scuole coinvolte ha un'aula di informatica, il 33% annovera la presenza almeno di una lavagna interattiva e il 6% degli e-book, ma l'utilizzo di questi strumenti non supera una volta al mese o, nei casi più fortunati, una a settimana. Perché? Gli ostacoli che il corpo docente evidenzia con maggiore frequenza è negli scarsi investimenti ministeriali (50%), nell'assenza di adeguati incentivi economici (38%) e di adeguate strumentazioni (31%). "Continuare a fare tagli proprio sulla scuola - dichiara Paolo Landi segretario generale di Adiconsum - sia come risorse economiche che come risorse umane, non può che rendere ancora più difficile l'utilizzo e la diffusione delle nuove tecnologie nell'insegnamento. Riformare gli indirizzi non basta: bisogna sostenere e investire nella formazione e nell'aggiornamento del corpo docente". La ricerca descrive un mondo che arriva in ritardo sulla realtà e, precisa Giancarlo Cappello responsabile dell'Ufficio studi della Cisl scuola, se vi sono carenze strutturali e professionali è pur vero che "urge avviare un colloquio sociale sulla scuola per impegni condivisi". Un richiamo ad una maggiore pluralità di azioni si coglie anche nei suggerimenti delle famiglie per contenere il caro-scuola: maggiori investimenti da parte del Miur, libri in comodato d'uso, controllo dei tetti di spesa e contenimento dei contributi volontari richiesti dalle scuole al momento delle iscrizioni sono alcune delle proposte emerse nella ricerca.

(16 settembre 2010)

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