SCUOLA. Graduatorie: la Consulta boccia la Gelmini

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La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l'articolo 1, comma 4-ter del decreto ministeriale 42 del 2009 che imponeva di collocare in coda alle graduatorie ad esaurimento di un provincia i candidati che ne facevano richiesta di inserimento trasferendosi da un'altra provincia. Accolte dunque le ragioni dei 15mila ricorrenti, in larga parte appartenenti all'Anief, ad essere inseriti a "pettine", secondo il proprio punteggio ed in base all'anzianità di iscrizione in graduatoria. Il principio affermato potrebbe determinare un terremoto nelle oltre 100 graduatorie provinciali, dove complessivamente sono inseriti circa 240mila aspiranti docenti, attraverso cui gli
Ufficio scolastici provinciali determinano le supplenze annuali e le immissioni in ruolo.

Per la Cisl Scuola, la decisione della Consulta "determina una situazione assai complessa da definire sul piano giuridico. Appare quanto meno azzardato il trionfalismo di chi, vivendo di ricorsi che mettono i precari gli uni contro gli altri, alimenta le attese di coloro ai quali assicura con disinvoltura un'imminente nomina in ruolo". "Sulle questioni che toccano la vita e le attese dei precari - aggiunge il sindacato di categoria - invitiamo tutti a maggior serietà e prudenza. Nel frattempo, l'Amministrazione si deve attivare con urgenza per un approfondito esame del contesto giuridico determinato dalla sentenza, del quale si dovrà necessariamente tenere conto nell'adozione di ogni ulteriore provvedimento in materia".

Secondo Giovanni Biondi, Capo Dipartimento del Miur, "sarà inevitabile rifare le graduatorie. Rispettiamo la sentenza, ma presenteremo un emendamento nel milleproroghe". Viale Trastevere sottolinea che il fatto che la sentenza si riferisce a graduatorie ad esaurimento, quindi il principio del merito che viene invocato nella sentenza vale per graduatorie dinamiche in cui un
insegnante può poter aggiornare i suoi titoli continuamente. "Pensiamo - conclude il capo dipartimento - che le graduatorie chiuse invece, che contiamo di esaurire con la progressiva entrata in ruolo degli insegnanti, non dovesse essere sottoposto a questo principio".

In ogni caso, il ministero dell'Istruzione ha assicurato che adotterà "i provvedimenti necessari per garantire l'ordinario funzionamento della scuola e per offrire in ogni caso le maggiori occasioni di impiego ai docenti per evitare che il ripristino della normativa previgente comporti un congelamento delle occasioni di lavoro alle sole graduatorie provinciali di appartenenza e l'insorgere di nuovo precariato".

(10 febbraio 2011)

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