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Se il datore non paga, le dimissioni sono "giusta causa" e spetta la disoccupazione

 

Se il datore di lavoro non paga gli stipendi, ci si può licenziare per "giusta causa" e si ha diritto all'indennità di disoccupazione. L'avere percepito successivamente dal datore di lavoro le somme spettanti, non preclude il diritto alla percezione dell'indennità di disoccupazione, anche se il lavoratore abbia ottenuto tali somme senza avere attivato una formale azione di contenzioso.
Tale principio è affermato nel Messaggio Inps n. 16410, del 20 luglio 2009, che ha osservato come il ritardato pagamento delle retribuzioni non fa venir meno lo stato di disoccupazione.

In particolare, il Coordinamento Generale Legale dell'Istituto, sottolinea come il tardivo pagamento delle retribuzioni dovute non escluda lo stato di disoccupazione e che la manifestazione di volontà di difendersi in giudizio nei confronti del comportamento illecito del datore di lavoro non sia comunque posta come condizione prevista né dall'art. 2119 del c.c., né dalle sentenze della Corte Suprema.

Per questo, si ritiene "che nulla osti all'accoglimento delle domande di disoccupazione nel caso in cui il lavoratore, successivamente alle dimissioni, abbia ricevuto quanto dovuto a titolo di retribuzioni, pur non avendo manifestato la volontà di difendersi in giudizio nei confronti del comportamento illecito del datore di lavoro".

E.C.

(1 febbraio 2010)

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