Servizi Cisl

Verso regionalizzazione

 

di Francesco Gagliardi

La Cisl punta con decisione verso una regionalizzazione ed integrazione dei servizi di assistenza fiscale e di patronato. E' questo il risultato dell'Assemblea dei servizi Cisl, che si è tenuta ieri a Roma all'Auditorium di via Rieti, che sulla base della relazione della segreteria, presentata da Paolo Mezzio, ha presentato un ordine del giorno ad hoc (che dovrà essere approvato nel Comitato esecutivo confederale) che punta ad imprimere un'accelerazione al processo di regionalizzazione dei servizi.
L'assemblea, come ha affermato Raffaele Bonanni, è servita per verificare il lavoro compiuto finora e dettato dalla necessità evidente di rinnovare la macchina dei servizi offerti dal sindacato ad iscritti ed utenti.
L'obiettivo della riorganizzazione su base regionale, da una parte è quello di aumentare l'efficienza e la qualità del servizio tenendo in primo piano la centralità delle persone (iscritti, utenti ed operatori), e dall'altra di garantire l'integrità e la corretta funzionalità del servizio in modo da tutelare la credibilità e l'affidabilità del brand Cisl.
Per questa ragione, oltre all'adozione di sistemi di gestione improntati a stringenti criteri di competenza e trasparenza, sarà predisposto un rigoroso codice etico.
E' evidente che sul terreno dei servizi si incrociano le tutele individuali con quelle collettive. Ed è qui, come ha sottolineato Bonanni, che emerge la necessità di creare le opportune sinergie tra categorie, strutture territoriali ed enti erogatori di servizi (Caf e Inas). Anche per colmare il divario tra numero di iscritti e utenti dei servizi stessi.
Infatti, la dove è stata sperimentata, la regionalizzazione dei servizi ha prodotto risultati positivi, anche al lordo delle criticità riscontrate: è migliorata la qualità dei servizi erogati e l'efficienza tecnica, sono aumentati i risparmi.
Insomma, sono migliorati i benefici per gli iscritti Cisl e gli utenti di Caf e Inas e nello stesso tempo è migliorata la gestione. A cominciare dai costi. Perciò, secondo l'Ordine del giorno presentato ieri, la regionalizzazione dovrebbe far perno sulla società unica regionale di gestione dei servizi (una per regione) che dovrebbe ampliare anche la gamma dei servizi offerti e razionalizzare le politiche dei costi.
Gli spazi di crescita, a livello locale, sono significativi. Ma la condizione, come ha evidenziato Bonanni, è rendere efficiente ed efficace il sistema nel suo complesso, con personale professionalmente qualificato ma soprattutto eticamente motivato e legato alla mission del sindacato.
Insomma, avvicinare l'offerta alla domanda, i servizi al territorio (con una diffusione capillare del front-office), con la funzione di gestione (di tipo manageriale) affidata a livello regionale e le funzioni di indirizzo e controllo affidate al livello nazionale. Consolidando le buone pratiche già spetrimentate per offrire servizi rispondenti agli effettivi bisogni di iscritti e utenti.
I tempi di questo rinnovamento strutturale dei servizi, come ha fatto notare il segretario generale della Cisl al termine di un intenso dibattito, devono essere certi. E perciò saranno stabiliti negli organi confederali. Il percorso, preciso: si parte dal Caf per passare poi all'Inas. Con scelte condivise, criteri standard e regole generali valide per tutti. La realtà sociale, d'altra parte, richiede al sindacato un salto di qualità sia sul fronte delle tutele collettive che su quello delle tutele individuali. E la Cisl, ha concluso Bonanni, non può tirarsi indietro. 

(16 febbraio 2012)

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