La Chiesa e Internet è un matrimonio che s'ha da fare. All'inizio del boom, lo scetticismo pastorale ha fatto perdere molto tempo alla Chiesa ma la tesi di chi pensa che, attraverso la rete, si può evangelizzare sta prendendo forza e adesione anche tra le gerarchie più intransigenti.
Già in un documento del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali del febbraio 2002, la Chiesa si diceva convinta dell'utilità dei nuovi mezzi di comunicazione e del rapporto con Internet ne dava un giudizio "essenzialmente positivo". All'inizio dello scorso anno, l'Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei, organizzando il convegno "Chiesa in rete 2.0", ribadì il ruolo che, in particolare, i social network hanno ormai all'interno delle relazioni umane, sociali e pastorali. Internet quindi si affiancherà sempre più alle diocesi e alle parrocchie sul territorio?
Questo non è possibile ancora prevederlo ma è certo che la rete rappresenta un canale in più per divulgare la conoscenza del Vangelo e del cristianesimo, favorire l'uso corretto delle nuove tecnologie e influenzare il costume.
A testimoniarlo ora è una ricerca presentata oggi dalla Conferenza episcopale italiana (in vista di un convegno che si svolgerà a Roma dal 22 al 24 aprile), secondo la quale la metà dei preti italiani usa Internet per preparare le omelie e il 30% sta su un social network come Facebook. Dalle rilevazioni emerge che il 92,9% dei sacerdoti in Italia dichiara di accedere a Internet tutti i giorni, una misura "leggermente superiore alla media mondiale (90,4%)". Se la percentuale di preti che considera Internet del tutto o quasi del tutto inutile per offrire assistenza spirituale raggiunge il 46,5% (38,9% a livello internazionale), il 19,1% usa il web tutti i giorni per pregare.
Il 61,1% è comunque d'accordo o molto d'accordo con l'affermazione che le nuove tecnologie permettono di evangelizzare meglio i giovani.
Secondo un'altra ricerca (realizzata dai laboratori dell'Università svizzera italiana di Lugano in collaborazione con la Facoltà di Comunicazione istituzionale della Pontificia università della Santa Croce di Roma), il 30,6% dei preti italiani accede ai social network tutti i giorni, il 17,1% solo settimanalmente, il 7% mensilmente e l'8,9% qualche volta all'anno. Il 36,4% dichiara di non accedervi mai. Peraltro il 43,0% dei sacerdoti non ha altri sacerdoti tra i propri amici virtuali, mentre il 3,8% ha più di cento amici preti.
(15 aprile 2010)










