18 febbraio 2009
"Watching a movie". Datato 1 novembre 2006 - 1:41PM - quello di ziodave è forse uno dei primi Twitter italiani, sempre che voi non siate arrivati prima. In questo caso, fatevi pure avanti e ditecelo! A distanza di due anni e tanti post, rigorosamente di 140 caratteri però, Twitter sta sgomitando sulla rete e anche in Italia, dove il banner dell'uccellino celeste accomuna un certo gruppo di persone. Soprattutto blogger, trentenni abituati ad esprimersi su Internet e a cercare qui idee, suggerimenti... un amico.
Non come Facebook. Su Twitter scordate la pagina con i wall, le gallerie fotografiche, i poke. Via libera invece agli "status" (dove sei? cosa stai facendo?), più aggiornamenti farete più il network si potrà arricchire di conversazioni elaborate, visto che ogni update è limitato nel numero di lettere. Sono ammessi i link.
In America, dove è stato fondato nel 2006 da Jack Dorsey, Evan Williams e Biz Stone, le news si diffondono così. Un metodo più veloce e diretto delle agenzie di stampa, perché le micronotizie possono arrivare di prima mano da un Twitter che le ha sapute prima e le ha "postate" sul suo miniblog, anche via email, IM, sms.
E in Italia? Si comincia anche qui.
"È passata la fase iniziale in cui ci si raccontava di tutto (sto portando a spasso il cane, ho fame, ho sete, sto scolando la pasta), adesso ci si scambiano articoli interessanti e link, si organizzano eventi live e si discute di situazioni socialmente rilevanti. Il microblogging è molto in voga e la cerchia si sta allargando perché lo stiamo rilanciando anche su Facebook" ci dice Caterina Policaro (o "Catepol", suo nickname). Lei è una delle pioniere di Twitter in Italia, ha cominciato nel 2007 e nella sua lista ci sono circa 1200 contatti, 1000 sono italiani, il 90% sono blogger. Sono sempre più i giornalisti che si aggiungono. Ci sono Roberto Saviano, Corriere e Repubblica, ma anche soggetti che si iscrivono per fare semplice, gratuita, promozione a certi prodotti, inviando messaggistiche automatiche.
Catepol ha un minigruppo di allievi per un corso didattico online, che tiene impostando link e risorse didattiche su Twitter. È un'idea. Tommaso Sorchiotti, 27 anni, lo sta sperimentando come strumento di comunicazione interna per un'azienda. Non scordiamoci l'update con il buongiorno mattutino, e poi via con il servizio su meteorologia e condizioni del traffico in tempo reale. Alcuni Comuni, musei e Istituzioni (come ATAC di Roma) si stanno accorgendo di questo social network, mentre tra i politici, beh... non siamo proprio sicuri che Silvio Berlusconi sia come "Obama", il leader tech della nostra nazione. Il suo profilo c'è su Twitter ma il suo status ci rende dubbiosi e non poco: "Non potete capire quanto sto godendo" dice la sua pagina... ai tempi del good bye al partito di Walter Veltroni, anche lui su Twitter, seguito da 13 utenti della rete. E dove sono le nostre "Twitter celebrità" ? Negli Stati Uniti il miniblog di Britney Spears (abbiamo chiesto in giro, pare sia davvero lei!) ha quasi 160 mila "followers". L'attore britannico Stephen Fry ne ha 11mila, che già sono ben oltre il numero totale degli utenti italiani di Twitter.
"Molti usano Twitter come canale di comunicazione a senso unico, trasmettono update, si fanno leggere ma non ‘seguono' nessuno. In gergo Facebook forse si direbbe 'diventa amico'", ci dice Catepol. E mentre io e lei twittiamo trovo Beppe Grillo. Lo seguono 436 persone, lui nessuno.
"Peccato non è il modo di usare Twitter, rispondendo ai messaggi degli altri a volte vengono fuori conversazioni molto belle e profonde" commenta la miniblogger. Intanto ne abbiamo trovata una a tema "i top manager in Twitter" e tra i messaggi di Valentina, Paolo ed Ernesto viene fuori che di avvocati ce ne sono tanti, ma tra i manager italiani i "blog estemporanei" stentano a decollare.
Centoquaranta caratteri agli italiani stanno un po' stretti, anche a quelli più tecnologici, così sembra che la deriva di Twitter possa essere proprio Facebook.
Pare che la maggior parte dei miniblogger stia infatti passando a quest'altro social network ed a FriendFeed, dove si può fare aggregazione d'idee con messaggi più lunghi. Quanti sono i "Twittitaliani"? "Tra i 5mila e i 10mila", secondo Catepol, ma qualcuno vuole prendere i numeri con più precisione, come lo scrittore americano Shel Israel che sta scrivendo Twitterville (i primi dieci capitoli hanno 41mila parole), per ricostruire il fenomeno nel mondo. Ricercatori che lavorano per lui dal Belgio hanno stimato che nella nostra Twitteritaly ci siano 8300 utenti, ma si sa, i social network sono liberi ed evolvono, in una direzione od un'altra, al nostro click...
Errata corrige: l'attacco originale dell'articolo è stato modificato, perché l'update di ziodave che vi avevamo indicato come primo era invece il suo sedicesimo.
Fonte: WIRED










