Lo sbarco del web 3.0. Il telecomando accende il Pc

NUOVE TECNOLOGIE

 

di Andrea Benvenuti

Internet è già Tv. La nuova televisione già esiste ed è pronta a sbarcare sul piccolo schermo.
La rivoluzione parte dalla Rete. Il tubo catodico e generalista così come lo abbiamo conosciuto è già storia. The Tube, come lo chiamano gli inglesi, ha messo le radici anche su Internet.
Il futuro è tutto da vedere. Con l'annuncio dei fondatori di Google, Larry Page e Sergej Brin, ne vedremo proprio delle belle. I due giovani americani hanno presentato, infatti, Google Tv e subito Sony e Intel, altri due mostri del mercato mondiale, hanno pensato bene di associarsi al progetto che finirà anche sul traffico dati mobile. Il progetto è ancora allo studio ma è fondato su un assioma inconfutabile: la piena integrazione tra computer o televisione, il telecomando accenderà il Pc, l'alternativa è solo se plasma o televisori Lcd saranno il mezzo più comodo di un Monitor per vedere i programmi preferiti.

E' la vittoria finale di Youtube che è sempre nelle mani dei due "genietti" d'oltreoceano. Altro che Internet 2.0, quello caratterizzato dall'interazione degli utenti che animano social network e blog e new media. Qui siamo all'inizio del 3.0, la nuova era che trasforma il Computer nella Televisione su misura, il telefonino in un piccolo schermo dove i contenuti, i programmi e i filmati li scelgono gli utenti che si costruiscono il proprio palinsesto.

Uno studio del Politecnico di Milano del resto ha già spiegato gli scenari dei prossimi anni che riguardano la battaglia tra web e tv digitale. Una battaglia che può comunque finire con un accordo tra giganti per accaparrarsi la pubblicità che, nel quadro di un rapido calo del fatturato dei giornali, è pronta a incoronare il nuovo re di audience e attrattività.

Rischio censura, palinsesti blindati, programmi esclusi dai prime time. Sono espressioni che nei prossimi mesi saranno archiviate tra i termini inusuali di Wikipedia. Eventi di interesse particolare e trasversali potranno essere trasmessi su piattaforme satellitari e multimediali, a cui possono agganciarsi radio e televisioni locali. Mai più il contrario. L'audience e lo share si calcoleranno su gruppi di ascolto aggregati ma è il computer che guiderà il telecomando.
E' una grande opportunità per chi si lamenta di non avere voce di farsi vedere, costruire consenso, rafforzare reti e comunità. E' un'occasione anche per le grandi organizzazioni sociali. Da non farsi scappare.

(30 marzo 2010)

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