CONTRATTO EDILIZIA. Parti lontane su salario e II livello. Trattativa riprende il 14 aprile

 

di Vanni Petrelli

Ancora nessuna intesa tra l'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) e i sindacati di categoria Filca-Cisl, Feneal-Uil e Fillea-Cgil, per il rinnovo del contratto nazionale dell'edilizia-industria (interessa circa 1 milione 200mila addetti). Dopo la ‘fumata nera' di lunedì scorso le parti si incontreranno di nuovo il prossimo 14 aprile. "Nel corso dell'ultima trattativa - ha riferito il segretario generale della Filca, Domenico Pesenti - abbiamo affrontato tutti i temi sul tavolo, ma abbiamo anche constatato la distanza ancora notevole tra sindacato e Ance su due temi importanti del contratto, la parte salariale e le modalità di svolgimento del secondo livello di contrattazione". Per quanto riguarda quest'ultimo, infatti, la parte datoriale ha proposto un nuovo modello di contrattazione che sostituisca l'elemento economico territoriale, con l'obiettivo di rendere totalmente variabile il salario contrattato al secondo livello. "Si tratta di una proposta che così come è stata concepita non è condivisibile", accusa Pesenti. "Ci sono distanze ancora significative sugli indicatori da utilizzare e sulle modalità operative. Adesso bisogna operare - ha concluso - per fare in modo che nel prossimo incontro si possano superare queste difficoltà e giungere alla firma dell'accordo". Negli incontri precedenti, comunque, si sono già registrati importanti accordi: per l'avviso comune su contribuzione e ammortizzatori sociali con una quota si creerà un fondo per favorire l'assunzione dei lavoratori disoccupati o in Cassa integrazione, e per integrare i redditi dei lavoratori in Cig o in disoccupazione. La Borsa Lavoro entrerà a regime nel 2011, e permetterà al sistema delle scuole edili di gestire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Per gli Enti, invece, verrà rafforzata e razionalizzata la logica del sistema. Infine, ma non da ultimo, il part-time: le assunzioni a tempo parziale che eccedano le percentuali stabilite dal Ccnl (il 3%) verranno automaticamente trasformate in assunzioni a tempo pieno.

(16 marzo 2010)

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