di Luca Tatarelli
Rinnovo contrattuale per 130 mila medici e veterinari del Servizio sanitario nazionale (Ssn). L'intesa riguarda il biennio economico 2008-2009, scaduto il 31 dicembre scorso e l'integrazione alla parte normativa del contratto collettivo nazionale, sottoscritto il 17 ottobre 2008.
L'accordo, siglato martedì notte, non è stato firmato da Cgil e Uil a causa delle norme sull'indennità esclusiva di rapporto che viene inserita nel monte salariale, compromettendone, secondo i sindacati, il valore politico. In una nota, Armando Masucci, coordinatore nazionale della Uil Fpl, Federazione Medici, spiega così la mancata sottoscrizione della sua organizzazione: "La Uil e la Cgil furono i sindacati che vollero fortemente l'esclusività, con relativa indennità, legandola alla carriera in azienda ed all'esercizio dell'intramoenia. Negli ultimi tempi, attraverso i vari Governi, l'esclusività era già stata svilita, visto che non era più obbligatoria per gli incarichi di struttura semplice e complessa. Resisteva solo per l'intramoenia". Dello stesso avviso Massimo Cozza (Fp Cgil) per il quale l'accordo "compromette il valore politico dell'indennità di esclusività del rapporto di lavoro con il Servizio sanitario nazionale con il suo inserimento nel monte salari, determinando il suo annegamento nel mare contrattuale e senza alcun impegno per una sua autonoma rivalutazione economica".
"Questo nuovo contratto - evidenzia invece Giuseppe Garraffo, segretario generale della Cisl Medici - è positivo non solo per la categoria ma anche per i cittadini". Ai medici e ai veterinari pubblici sono stati riconosciuti miglioramenti normativi significativi - spiega Garraffo - come "il consolidamento dell'indennità di esclusività e maggiori garanzie contrattuali sulle sanzioni disciplinari previste dalla legge Brunetta, che rasserenano il clima lavorativo negli ospedali e nelle aziende sanitarie".
Tutto questo unitamente alla maggiore attenzione posta sul rischio clinico e sulla tutela assicurativa, per la Cisl Medici, contribuirà a migliorare "l'assistenza sanitaria e i servizi resi ai cittadini". La firma del contratto è una buona notizia, per il segretario generale dei medici cislini, anche "per le relazioni sindacali, perché, pur in presenza di una situazione di crisi si è riusciti a dare un riconoscimento economico e normativo adeguato ed equilibrato ai medici del Ssn".
L'aumento medio mensile lordo è di 179,32 euro più la rivalutazione di 26 euro mensili lordi dell'indennità dell'esclusività del rapporto con il Ssn. In totale si tratta di 452 milioni di aumenti.
Modificata anche la retribuzione per il lavoro straordinario dei dirigenti, maggiorata del 15% e fissata in 26,61 euro. In caso di lavoro notturno o festivo la tariffa aumenta del 30% (pari a 30,08 euro) ed in caso di lavoro notturno festivo aumenta del 50% (pari a 34,70 euro). Ma la preintesa introduce anche sostanziali novità per quanto riguarda la parta normativa, dove spicca il capitolo sulle sanzioni disciplinari introdotte dalla legge Brunetta, seppure rimodulate. Previsto il reintegro, fino ad oggi non previsto, in caso di licenziamento ingiustificato ed obbliga le aziende sanitarie a dotarsi di strumenti di prevenzione del rischio clinico, con una copertura assicurativa in tutte le Asl. Riguardo alle procedure disciplinari, tra le novità del provvedimento, l'accordo introduce una serie di sanzioni in base alla gravita dell'infrazione. Si parte dalla censura scritta alla sanzione pecuniaria (da 200 a 500 euro, fondi che saranno destinanti alle attività relative al rischio clinico)
nei casi di violazione del segreto d'ufficio, alterchi negli ambienti di lavoro, accettazione di compensi nell'espletamento delle proprie funzioni e inosservanza della normativa contrattuale e della legislazione vigente. Dopo la censura scritta il grado più alto è la sospensione del servizio con privazione della retribuzione (da 3 giorni a 3 mesi) prevista in caso di minacce o calunnie nei confronti dell'azienda o vero il pubblico, occultamento da parte del dirigente di fatti o circostanze relativi ad illecito uso, comportamenti aggressivi, molestie di carattere sessuale, manomissione o sottrazione di somme o beni di pertinenza dell'amministrazione, comportamento omissivo nella compilazione di cartelle cliniche o referti da cui derivi un danno per l'azienda o per terzi e inosservanza degli obblighi in merito ai certificati di malattia dei lavoratori. Inoltre, la normativa prevede il licenziamento con preavviso, per recidiva plurima e per mancato rispetto delle norme di legge contrattuali e dei regolamenti aziendali in materia di espletamento di attività libero professionale, e senza preavviso, nei casi di gravi illeciti di rilevanza penale, per gravi delitti commessi in servizio e per recidiva plurima di comportamenti aggressivi o molestie sessuali. Infine, l'azienda sanitaria, qualora ritenga necessario espletare ulteriori accertamenti sui fatti addebitati al dirigente, potrà disporre di una sospensione cautelare dello stesso dirigente per un periodo di 30 giorni, prorogabile a 60 per fatti di particolare gravità.
(10 febbraio 2010)










