Il maltempo non ferma loprotesta dei lavoratori Carrefour. Lo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto integrativo che riguarda oltre 25 mila lavoratori del Gruppo Carrefour, fa registrare, infatti, una massiccia adesione. La mobilitazione ha coinvolto anche i punti vendita a marchio Gs e Diperdi' con lo svolgimento di presidi e assemblee nei luoghi di lavoro e con il blocco di ogni forma di straordinario e flessibilità. La proclamazione dello stato di agitazione e degli scioperi articolati a livello locale si sono resi necessari a seguito della brusca rottura delle trattative del 30 dicembre 2009, imputabile all'intransigenza delle posizioni aziendali ritenute inaccettabili dalle organizzazioni sindacali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil. Nel dettaglio, sottolinea la Fisascat, le posizioni aziendali riguardano: il superamento strutturale di importanti istituti contrattuali quali i trattamenti economici riferibili alle maggiorazioni domenicali e festive ed una quota del monte ore di permessi retribuiti; la sospensione per il biennio 2010/2011 dell'erogazione del premio di salario variabile, senza dare chiara disponibilità all'automatico ripristino dell'istituto stesso negli anni successivi; il congelamento per lo stesso periodo della maturazione del (salario fisso aziendale) ai nuovi assunti e a tutti coloro che stanno gradualmente maturando tale trattamento; l'autonomia aziendale sulle decisioni in fatto di flessibilizzazione dell'orario di lavoro e delle mansioni delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo.
Il gruppo Carrefour ha anche annunciato che da oggi verrà attuato il Piano per il collaboratore aziendale, la cui applicazione era già stata annullata lo scorso anno a seguito dalla sentenza del tribunale di Torino che fino al 31 dicembre 2009 aveva ripristinato le norme contrattuali del vecchio Cia. L'applicazione delle regole aziendali di fatto provocherà un danno economico ai lavoratori che corrisponde ad una perdita di salario di circa 3 mila euro a lavoratore tra pausa, indennità di disagio, compenso per lavoro domenicale, indennità di malattia e premio di produzione, diritti questi conquistati dopo anni di contrattazione sindacale di secondo livello e cancellati unilateralmente senza margine di confronto.
''E' assurdo che un'azienda con oltre 25 mila dipendenti possa pensare di fare a meno della contrattazione aziendale tentando di mortificare il sindacato al tavolo delle trattative'', rileva Pierangelo Raineri segretario generale della Fisascat Cisl. Questa situazione, ha aggiunto, ''dovrà essere riconsiderata soprattutto da parte aziendale per ritrovare la strada della trattativa e del confronto attraverso il quale sarà possibile giungere ad una intesa equilibrata che salvaguardi l'occupazione e i diritti dei lavoratori''. I lavoratori, ha sottolineato anche il segretario nazionale della categoria, Ferruccio Fiorot, ''sono stanchi dell'atteggiamento aziendale che da diversi mesi ha come unico obiettivo la riduzione del costo del lavoro la situazione è davvero pesante ma non ci fermeremo, proseguiranno le azioni di protesta''. (Ce.Au)
(11 gennaio 2010)










