Boom di e-mail. A rischio oltre 10 mila postini

VERTENZE

 

Con il calo della corrispondenza tradizionale attraverso le Poste potrebbero essere a rischio 10.600 posti. L'allarme è della Cisl Poste, che rileva come il settore abbia subito un vero e proprio tracollo (-20% solo nell'ultimo anno).

Il sindacato guidato da Mario Petitto si dice preoccupato anche per l'intenzione delle Poste di affidare ai tabaccai una parte dei servizi finanziari adesso svolti dagli uffici postali.
Tra l'azienda e i sindacati è in corso una trattativa per riformare il settore della logistica e del recapito in vista della liberalizzazione del mercato prevista all'inizio del 2011.

"Ormai sembra evidente come l`unico obiettivo dell`attuale management di Poste sia il taglio dei costi e quindi del personale", dichiara Petitto. "Mentre siamo da tempo impegnati con Poste Italiane in una difficile trattativa sulla riorganizzazione dei servizi postali e del recapito per tentare di arginare l`emorragia dei volumi postali e ridare un minimo di qualità oggi inesistente - sottolinea - scoppia il problema anche degli sportelli postali. Da più Regioni d`Italia si diffonde la protesta per le file estenuanti all`interno degli uffici postali che in alcune città come Roma, Napoli, Palermo, Catania provocano circa un`ora di attesa per una semplice operazione di sportello".

Dall`inizio dell`anno, ricorda Petitto, "circa 1.500 sportellisti sono andati in pensione senza che l`azienda provvedesse alla loro sostituzione, lasciando i territori allo sbando. L'azienda è insensibile alla contrazione dei volumi e alla qualità dei servizi, percepita dai cittadini in termini di forte negatività. I servizi finanziari - afferma il sindacalista - sono il polmone di Poste Italiane e ne assicurano con risultati brillanti la sopravvivenza finanziaria. Ci viene difficile quindi capire la strategia dell`amministratore delegato che, anziché sostenere e rafforzare gli uffici e gli sportelli di Poste Italiane tende a depotenziarli, immaginando di affidare a soggetti esterni, quali i tabaccai, l`erogazione e la vendita dei servizi postali provocando il deserto all`interno degli uffici di Poste".

La Cisl Poste conclude, "proporrà nei prossimi giorni una riflessione comune agli altri sindacati di categoria per intraprendere un`azione unitaria che impedisca il depauperamento del settore redditizio dell`Azienda, mentre dall`altra parte si chiedono 10 mila tagli nel settore postale e del recapito".

Nel frattempo l'amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, prova a ridimensionare l'allarme assicurando che "nessun posto di lavoro è a rischio" e che con gli "opportuni confronti", l'Azienda potrà impiegare i lavoratori in altre attività del gruppo.

Cdl

(19 febbraio 2010)

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