Raffinerie, al via tavolo di confronto petrolieri-sindacati

ENERGIA

 

Un tavolo di confronto tra Unione petrolifera e sindacati per monitorare l'andamento economico delle raffinerie italiane. E' questo il risultato dell'incontro di oggi tra i rappresentanti dell'Unione Petrolifera e i sindacati di categoria Filcem Cgil e Femca Cisl. L'incontro era stato convocato dopo il campanello d'allarme lanciato all'inizio del mese di febbraio dal presidente di Up, Pasquale De Vita, che, tracciando il consuntivo del 2009, aveva parlato di "crisi del settore delle raffinerie, con rischio di chiusura per 4-5 impianti in Italia e di circa 7.500 posti di lavoro a rischio".

Oggi, invece, pur confermando che la crisi è strutturale, sia nei consumi e sia per effetto dei nuovi competitori asiatici che si affacciano sui mercati europei e americani De Vita ha abbassato i toni, precisando "che non c'è nulla di urgente sul piano occupazionale".

Il problema, secondo Sergio Gigli, segretario generale della Femca Cisl, non è solo dell'Italia, ma europeo. "Noi abbiamo un vantaggio rispetto ai paesi del Centro Europa, visto che la maggioranza delle raffinerie italiane si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Per superare questa fase di difficoltà - aggiunge il sindacalista - è necessario investire sulle raffinerie, intervenire sull'innovazione, in modo tale da sfruttare al massimo ogni goccia di greggio lavorato". Per Gigli, l'efficienza del sistema si può raggiungere "eliminando alcune storture nel sistema degli appalti e delle cooperative, dove ci sono infiltrazioni della malavita e di politicanti".

Non solo. "Un tema da sviluppare, in particolare con Eni, - aggiunge il numero uno dei chimici della Cisl - è quello dei bio-carburanti, sugli impianti che possono essere riconvertiti a questa produzione. Dove è possibile potenziare gli impianti - spiega - è necessario farlo, dove non ci sono le condizioni chiediamo alla controparte di salvaguardare, comunque, sito produttivo e lavoratori investendo anche su altre fonti di energia, come quelle rinnovabili".

Per Gigli, non si possono lasciare indietro gli stabilimenti obsoleti. "Bisogna rendere competitive -sottolinea- le nostre raffinerie, anche attraverso la riconversione di alcuni degli impianti, e per questo è necessario investire. L'obiettivo è quello di restare competitivi anche in futuro. Il sindacalista ha comunque sottolineato che "il tavolo di monitoraggio resta separato da quello per il rinnovo del contratto, che va firmato e anche al più presto".

E.C.

(17 febbraio 2010)

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