di Luca Tatarelli
Roma. Firmato al ministero dei Trasporti il protocollo di intesa che prevede una parte comune ai
due contratti dlle attività ferroviarie e del trasporto pubblico locale (Tpl). L'intesa riguarda
un'ampia platea di lavoratori: 220 mila. Prevede una parte comune ai due contratti relativa ai seguenti istituti: campo di applicazione, decorrenza e durata, disciplina del sistema delle relazioni industriali e diritti sindacali e mercato del lavoro. Dal punto di vista economico, per il 2008 è stato previsto un aumento di 60 euro mensili (al parametro E per le attività ferroviarie ed al parametro
175 per gli addetti al Tpl) con decorrenza da questo mese. Il periodo pregresso (dal 1˚ gennaio al
31 dicembre 2008) è definito con un recupero economico di 840 euro, sempre con le riparimetrazioni precedenti. Il trascinamento degli effetti economici del 2008 (dal 1˚ gennaio al 30 aprile 2009) vedrà un ulteriore importo di 240, nel rispetto degli stessi parametri. Conquiste ha intervistato Claudio Claudiani, segretario generale della Fit.
Segretario, il percorso per giungere a questa intesa è partito nel novembre 2008. Sono stati mesi di confronto, spesso duro. Come valuta l'accordo?
Senza dubbio è un traguardo importante che costituisce una prima significativa tappa verso il contratto unico della mobilità che interesserà i lavoratori del trasporto ferroviario, quelli del trasporto pubblico locale (Tpl) e dei servizi. Inoltre, l'accordo va nell'ottica della semplificazione contrattuale dell'intero settore. Si avvia ad essere uno strumento importante di regolazione del mercato del lavoro, anche nella prospettiva delle liberalizzazioni e delle gare per l'affidamento del servizio pubblico.
Cosa è veramente importante per la Fit?
Per noi è imprenscindibile ma non sufficiente il rispetto della clausola sociale sia per quello che riguarda i livelli occupazionali sia per i contratti. Le gare e le liberalizzazioni devono evitare in ogni modo forme di dumping contrattuale.
Sulla contrattazione cosa cambia con questo accordo?
È un passo determinante per avviare la fase di riscrittura delle regole del settore. È uno dei contributi costruttivi che il sindacato ha proposto per rendere più efficace e competitivo il processo di integrazione dei servizi su ferro e su gomma. Vogliamo valorizzare il lavoro e rendere più efficiente l'offerta di qualità alla clientela.
Cosa dovrà fare ora il Governo?
Riteniamo indispensabile che il Governo, sull'onda della firma di questo protocollo, riprenda un'azione incisiva realizzando la riforma del trasporto pubblico locale.
Come?
Deve assicurare, da un lato risorse per ammodernare il parco rotabile del sistema su ferro, per l'organizzazione dei servizi alla mobilità, l'integrazione.
Dall'altro deve dare risorse per i servizi universali per garantire a tutti il diritto alla mobilità ed i contratti di lavoro.










