di Giampiero Guadagni
"Oggi la partecipazione dei lavoratori è coerente con le scelte di un'impresa che vuole uscire dalla crisi con una logica diversa da quella della speculazione". Parole di Guglielmo Epifani, ancora più impegnative in quanto pronunciate in una sede istituzionale come la "Sala della Regina" a Montecitorio in occasione del convegno sul "Lavoro che cambia", alla presenza di Fini e Bertinotti. Il leader della Cgil apre alla presenza dei consigli di sorveglianza ma resta contrario all'azionariato dei lavoratori. E tace ancora sul disegno di legge bipartisan messo a punto dal senatore Pd Ichino, provvedimento da alcuni giorni all'esame delle commissioni riunite Finanze e Lavoro di Palazzo Madama. La proposta Ichino prevede tra l'altro la possibilità di stringere accordi aziendali di partecipazione e sconti fiscali peri i soldi degli occupati investiti in quote del capitale.
Da Epifani è comunque arrivata un'apertura al tema della democrazia economica, cuore degli interventi al Congresso Cisl di Raffaele Bonanni. Un'apertura da registrare. Addirittura "decisiva", secondo il professr Carlo Dell'Aringa, realtore al convegno.
E lo stesso Bertinotti, facendo riferimento alla crisi del settore auto e ai suoi possibili sviluppi, ha auspicato "assetti proprietari tripartiti" tra pubblico, azienda e lavoratori: perché questi ultimi "non possono essere considerati solo merci, non possono più dipendere da scelte altrui".










