Aggiungi un posto al tavolo di Pier e Dario

 

di Pierpaolo Arzilla

Perchè limitarsi all'"uno contro uno" (e a qualche comprimario). Alla tavola dei pretendenti potrebbe aggiungersi un posto,  tanto per non farsi mancare nulla. La corsa alla stanza dei bottoni del Partito democratico guarda dunque all'ipotesi "terzista". Che, a differenza degli schemi che vogliono luci soffuse e segreti di Pulcinella, ha un nome e un cognome.

Sergio Chiamparino ammette che nei suoi confronti c'è una corte spietata per rovinare la festa a Bersani e Franceschini. C'è un bel pressing, dice il sindaco di Torino, "ma niente di più". Proprio lui, il Grande Contestatore. Non sarà ancora il terzo candidato ufficiale, ma certamente è la prima voce critica a ufficializzare il dissenso. Che è dissenso di metodo, perchè non c'è "un problema di persone", ma del modo con cui si "affronta questa fase politica del partito". Ed è quello che domani Chiamparino dirà alla direzione del Pd. Lui, che a mezzo stampa ha già chiesto una tregua a quella "litigiosità interna" (la stessa che ha convinto Franceschini a non mollare) e un congresso da svolgersi non prima della primavera 2010. C'è chi invece vorrebbe lanciarlo subito nell'arena. Chi non si riconosce, dicono, nè in un Pd "progressista di sinistra che promuove l'alleanza coi moderati", nè un Pd "riformista di centrosinistra a vocazione maggioritaria" (è il veltronianissimo Morando che parla, anzi scrive, e in un lungo documento rilancia la linea del Lingotto). E cioè? Per esempio un'area diessina talmente insofferente da volersi a tutti i costi affrancare dall'opzione D'Alema-Bersani, ma che al contempo non vuole rinunciare alla propria identità. C'è poi chi assicura che potrà concretizzarsi addirittura una candidatura esterna al gruppo nazionale. Tanto per rendere più chiacchierato il panorama dei pretendenti.

Intanto, è nato il primo comitato civico per Bersani segretario. L'uomo giusto, assicurano giovani professionisti, ricercatori, dirigenti, docenti universitari, per ridare al Paese "una forte spinta innovativa, in senso liberale, progressista, democratico e sociale". Perchè l'ex ministro del governo Prodi ha saputo costruire "con pazienza e determinazione un pensiero politico originale, che unisce l'esigenza di nuova idealità e di nuova ideologia alla concretezza riformista, nel dare riposte programmatiche convincenti e durature, attente ai bisogni di una società in forte e rapida evoluzione"

Ne è convinto anche Francesco Cossiga, da sempre convinto sostenitore di una sinistra socialdemocratica. "Non sono iscritto al Pd - afferma - ma se lo fossi senza dubbio, per contribuire alla chiarezza del panorama politico e partitico italiano anche in sede europea, voterei per il candidato di Massimo D'Alema, e cioè per Pierluigi Bersani. Così il Partito democratico potrà diventare un partito socialdemocratico ed acquistare quella identità che non ha mai avuto o per che poco che aveva si è andata perdendo".

(25 giugno 2009)

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