Se Berlusconi frena su bozze e bozzette di riforma, per altro già arrivate al Quirinale, Napolitano invita il governo a non fidarsi troppo della carta dell'attendismo. Ora i fatti, chiede il Colle. "E' augurabile che si esca al più presto da anticipazioni e approssimazioni che non si sa quali sbocchi concreti, quali proposte impegnative, a quali confronti costruttivi possano condurre", ha detto il capo dello Stato parlando a Verona. Per superare la crisi economica e riportare l'Italia allo sviluppo, ha osservato Napolitano, ci sono "una serie di riforme non più procrastinabili".
Ed è lo stesso presidente della Repubblica a indicare la via: fisco, sicurezza sociale, ricerca e anche giustizia ("non sembri un fuor d'opera"). Il messaggio del Quirinale, arriva all'indomani della sollecitazione degli industriali. In un'intervista al Financial Times, Emma Marcegaglia ha ricordato chiaramente al governo di non avere più scuse: "Ora le riforme", ha scandito il leader di Confindustria. Oggi e domani a Parma, nel corso del convegno organizzato proprio da Confindustria ("Libertà e Benessere. L'Italia del Futuro"), potrebbe arrivare la risposta del governo. Nel pomeriggio è previsto l'intervento di Giulio Tremonti. Domani, è atteso Silvio Berlusconi.
Napolitano chiede alle forze politiche di concentrarsi su quello che è già in fieri, come ad esempio il "cantiere aperto" del federalismo fiscale. E "senza riaprire capitoli complessi e difficili, come quelli di una radicale revisione della forma di governo, su cui negli ultimi 15 anni non si sono delineate soluzioni adeguate e politicamente praticabili". Legittimo sollevare questi problemi, ha scandito il capo dello Stato, "ma è bene tenere conto dell'esperienza, dei tentativi falliti, delle incertezze rivelate anche dalla discontinuità della discussione su taluni temi, come premierato e presidenzialismo, accantonati per molti anni".
"Ci sono - ha aggiunto - riforme istituzionali e costituzionali già da tempo mature. Ci sono punti importanti di riforma già da tempo apparsi largamente condivisi. Sarebbe realistico e saggio non mettere a rischio e non tenere in sospeso quelle convergenze, ma mirare a tradurle in tempi ragionevoli, in dei corposi risultati". (cdl)
(9 aprile, ore 11.55)










