Uomini (politici) che camminano su pezzi di veto

POLITICA

 

di Giampiero Guadagni

Inimmaginabili con il Pd. Improponibili con Berlusconi. Il veto incrociato al governo delle larghe intese riproposto da Casini è lo specchio fedele di questo sistema bipolare distruttivo "che esaspera i contrasti", come osserva Raffaele Bonanni. Maggioranza e opposizione continuano dunque imperterrite per le loro rispettive strade di autosufficienza e di reciproca delegittimazione, ignorando l'esigenza prioritaria, di affrontare e risolvere cioè le emergenze del Paese. Una necessità colta ancora una volta dal Capo dello Stato.

Che ieri a Trieste ha inaugurato la nuova sede della Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), realizzata appunto con condivisione fra schieramenti politici diversi, con consensi che non sono cambiati con l'alternarsi del colore delle amministrazioni pubbliche. Dice Napolitano: "Ci sono scelte su cui ci si divide e si contendono i consensi politici, ma ci sono alcune scelte che esigono condivisione e continuità: sono le scelte non di breve ma di lungo periodo".

Parole che arrivano in una giornata politica particolarmente difficile e tesa, centrata sullo stop dell'Onu al ddl intercettazioni e sulle fibrillazioni all'interno della maggioranza, legate queste anche alle ultime inchieste sull'eolico in Sardegna e alla cosiddetta nuova P3. Eppure esistono margini per rendere concreto l'appello di Napolitano (apprezzato anche dal presidente della Cei Bagnasco che chiede alla politica italiana di far ritrovare al Paese "coesione e convregenza").

Uno è il federalismo fiscale. Ieri in commissione bicamerale è iniziato l'iter parlamentare della relazione tecnica. L'obiettivo è arrivare ad un documento unitario d'intesa tra maggioranza e opposizione. E il lavoro del Tesoro potrebbe peraltro rimodulare i tagli della manovra agli enti locali e ricucire il rapporto tra governo e regioni. E' quanto si augura soprattutto la Lega, che non vuole intoppi nella strada del processo federalista. E così, proprio in questa ottica, Bossi ha aperto a modifiche del controverso disegno di legge intercettazioni.

E la maggioranza alla fine ha trovato al propri interno un'intesa su alcuni punti qualificanti. Ad esempio: le intercettazioni potranno durare 75 giorni prorogabili di 15 in 15, anche fino alla conclusione delle indagini preliminari. Altra grande novità è quella che riguarda l'acquisizione dei cosiddetti tabulati. Per ottenerli, basterà il via libera del Gip anziché del tribunale in composizione collegiale.

Un altro cambiamento si riferisce allo speciale regime delle intercettazioni previsto per i reati di mafia e terrorismo, che verrà esteso a tutti i reati di maggior allarme sociale, tra i quali rientrano anche i cosiddetti "reati satellite" delle organizzazioni criminali. Un altro emendamento prevede sanzioni ridotte per gli editori.E se il solito Di Pietro parla di "presa in giro", il resto dell'opposizione valuta con grande attenzione questa modifiche.

(13 luglio 2010)

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