I delusi di Pdl-Pd tornano a sognare: tra sondaggi sul terzo polo e rievocazioni della Margherita

POLITICA

 

di Ilaria Storti

Il terzo polo continua a riscuotere successi teorici e ad appassionare i cronisti politici (alcuni dei quali ne sono tifosi). E così arrivano anche i primi sondaggi che assegnano al raggruppamento di Udc, finiani, Mpa, Api e un eventuale gruppo politico di Montezemolo il 22% dei consensi. Secondo l'Istituto Ipr Marketing, autore del sondaggio, il terzo polo creerebbe un subbuglio totale. Il centro destra perderebbe i finiani, il centro sinistra i rutelliani (anche in un'ottica di alleanza), e il "nuovo centro" potrebbe attrarre una quota di elettori che in un sistema bipolare sono schierati con il Pd ma che con la nuova offerta elettorale potrebbero scegliere un centro alternativo alla sinistra ma anche anti-Berlusconiano. Il terzo polo sottrarrebbe un 4% di voti al centro sinistra (oggi al 36%) e un 5% al centro-destra (oggi al 41%).
A dare ossigeno al Pdl, alle prese con il passaggio più difficile da quando ha vinto le elezioni, ci pensa ancora una volta il Pd che torna a evocare un ritorno al passato, ossia la riesumazione della Margherita. Tutto nasce da una sortita di Enzo Bianco, presidente dell'assemblea federale della Margherita. L'organismo, di cui fa parte anche Francesco Rutelli, è ancora in vita perché, giuridicamente, il partito esiste ancora, tanto (e forse proprio per questo) che continua a percepire i rimborsi elettorali della legislatura 2006-2011, interrotta nel 2008 ma per la quale tutti i partiti continuano a ricevere i contributi. Bianco ha deciso di riconvocare l'assemblea della Margherita, sottolineando che si tratta di una riunione politica e non giuridica.

Le controversie interne al Pd, tuttavia, non bastano ad alleggerire il clima conflittuale all'interno del Pdl. Se il miraggio di una nuova vita oltre il bipolarismo alletta il presidente della Camera e acuisce il conflitto con il premier, secondo il Financial Times, i problemi del centro destra derivano, soprattutto, dalla corsa alla successione. Nell'editoriale d'apertura dedicato ieri alla convulsa situazione politica italiana, il quotidiano finanziario britannico si chiede se il governo Berlusconi stia giungendo prematuramente alla sua fine e sottolinea come "al cuore delle difficoltà" del presidente del Consiglio, che ha 73 anni, c'è "un semplice fatto: alcuni dei suoi più importanti alleati di governo stanno seriamente sfidando la sua leadership". Non solo Fini, dunque, ma anche Giulio Tremonti, che sta spingendo per adottare uan politica finanziaria di duro rigore a cui si opporrebbe "con fermezza il primo ministro". Ma "ancora più seriamente Gianfranco Fini - scrive il Financial Times - sta apertamente manifestando la sua opposizione a Berlusconi". "Fini è stato uno stretto alleato del fondatore di Forza Italia in passato" ma in "molti sperano" che si decida a sfidare per la leadership del centrodestra Berlusconi, "che avrà 75 anni alle prossime elezioni del 2012".

(7 luglio 2010)

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