A Chianciano gli Stati generali del Centro. Parola d'ordine equidistanza

 

di Giampiero Guadagni

Parola d'ordine: equidistanza. L'Udc non sceglie tra Pd e Pdl fino a quando saranno in piedi le alleanze con Italia dei Valori e Lega. Lorenzo Cesa conferma, in vista delle regionali di primavera, la politica del "caso per caso". Aprendo ieri a Chianciano gli Stati generali del Centro, il segretario dell'Udc rimarca il fallimento del progetto del bipartitismo: "I risultati delle Europee, delle amministrative e il pesantissimo fallimento del referendum elettorale hanno chiuso definitivamente una fase e ne hanno aperta un'altra".

E così si fa sempre più serrata la corte dei due schieramenti, ma l'Udc non intende fare la parte della sventurata che risponde. Spiega ancora Cesa: " Allearci per dare vita ad una riedizione della Casa delle Libertà morta e sepolta poco più di un anno fa non ci interessa. Come non ci interessa partecipare alle sedute spiritiche di rievocazione dell'Ulivo. Noi abbiamo un progetto nuovo". Vale a dire la Costituente di centro, la cui nascita verrà celebrata attraverso un congresso che si svolgerà dopo le elezioni regionali.

Cesa attacca il Governo, inadeguato di fronte alla crisi: "Di fronte alle emergenze del Paese si è rinchiuso in un fortino e gioca alla guerra contro tutti". Insomma, nella classe dirigente c'è poca responsabilità e consapevolezza. Ne è convinto anche Raffaele Bonanni, intervenuto ieri pomeriggio a Chianciano. Osserva il leader della Cisl. "Il Governo dà un cattivo esempio e gran parte dell'opposizione non ha da criticare molto perché per opporsi usa la stessa cultura e gli stessi criteri che usa un governo che sbaglia. Così il Paese sembra governato dai giornali e da chi li possiede".

C'è una carta da giocare e si chiama partecipazione. Nel lavoro, anzitutto: "O il lavoratore può compartecipare oltre la prestazione d'opera o non avverrà il salto di qualità". Bonanni chiede all'Udc "un aiuto forte nella battaglia per la ripartizione degli utili. I lavoratori devono poter assommare le loro azioni nei posti di lavoro, a partire da quelle delle società a partecipazione statale che il Governo vuole fare attraverso il taglio delle tasse sulle azioni che si possono consegnare ai lavoratori".

Ma il senso della partecipazione deve essere reso concreto anche nella legge elettorale, con la reintroduzione delle preferenze. "Finché ogni cittadino non avrà la possibilità di costruire tutto ciò che gli serve per vivere civilmente - afferma il leader della Cisl - non sarà libero ma asseconderà la delega ai poteri verticali: capitali dell'industria, banchieri, poteri occulti". Un'altra mano Bonanni la chiede ai centristi in vista della manifestazione che la Cisl ha convocato con Siulp e Anolf per il 3 ottobre: "Scenderanno in piazza immigrati al fianco dei poliziotti: per i primi vogliamo diritti amministrativi e politici; insieme ai poliziotti vogliono protestare contro le ronde, segno del degrado del Paese".

(11 settembre 2009)

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