Bersani a Di Pietro: basta con le risse, Berlusconi va incalzato sulla crisi

 

di Pierpaolo Arzilla

Bersani inaugura l'antiberlusconismo "di merito". Invocare le escort e il conflitto di interesse non serve, anzi rafforza l'avversario, nonché responsabile del governo di questo Paese. Tanto vale pressarlo sui fatti, sulle contraddizioni di una maggioranza che ha mostrato fibrillazioni sospette sulla vicenda Tremonti. A tre giorni dal voto popolare che gli ha consegnato le chiavi del Partito democratico, il nuovo leader del centrosinistra riformista ha avviato questa mattina la serie di incontri con gli altri esponenti dell'opposizione.

Il vertice con Di Pietro è servito non solo ad annusare la reale disponibilità dell'Idv in vista delle Regionali di marzo, ma anche a sonda la disponibilità del partito dei giudici a riportare la dialettica politica nell'alveo parlamentare, piuttosto che nelle piazze o nei salotti televisivi. Il governo va incalzato sulla crisi, ha detto Bersani all'ex pm di Mani Pulite. Bisogna far capire alla gente che su disoccupazione, ammortizzatori sociali e sostegno all'economia l'esecutivo è in forte difficoltà. Altrimenti non avrebbe senso la tensione in seno alla maggioranza tra il cosiddetto partito della spesa e il guardiano ortodosso del debito pubblico.

Bersani ha ribadito il no in merito alla partecipazione del suo partito alla manifestazione di Rifondazione e Italia dei Valori del 5 dicembre contro il governo. "Abbiamo due modi diversi di fare opposizione". Il Pd per ora accantona la piazza. Cgil e sinistra radicale bastano e avanzano, in un momento in cui, secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, il Partito democratico cerca addirittura il varco buono per aprire un canale con il Pdl sulla riforma della giustizia. Ma il centrosinistra non intende tuttavia "mollare" la risorsa Di Pietro, ma piuttosto riportarlo a più miti consigli sull'opportunità di urlare (e basta) contro il Cavaliere Nero.

Meglio far emergere le contraddizioni della maggioranza che continuare la solita messa cantata post girotondina. Le alleanze con l'Idv verranno decise, e gestite, regione per regione. La prova del nove, tuttavia, si fa sulla politica nazionale, dove occorre ragionare sui numeri più che sulla propaganda grossolana, che può fare solo bene al premier, specialmente dopo gli ultimi sviluppi del sex gate che ha coinvolto esponenti del centrosinistra con responsabilità di governo. "Con Di Pietro ci sono delle differenze, a volte sono state anche acute e possono tornare ad esserlo se lui usa certi toni".

L'obiettivo quindi "è creare un'alternativa alla destra e dobbiamo darci il tempo per arrivarci". Le Regionali potranno essere un laboratorio utilissimo, per limare l'antagonismo giustizialista del "signor otto per cento" e consegnare alle Politiche un alleato meno livoroso e più propositivo. L'antiberlusconismo che piace al Pd del nuovo corso è quello capace di offrire un'alternativa al governo sul piano delle proposte . "Nel mestiere democratico dell'opposizione, Berlusconi o no, c'è sempre il compito di predisporre un'altra offerta ai cittadini, l'alternativa certo non si fa dalla domenica al lunedì, è un percorso complesso, ma dobbiamo riprendere il contatto con il popolo e con la politica".

(28 ottobre 2009)

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