di Giampiero Guadagni
Dovrebbero essere l'occasione di parlare dei problemi di un territorio, quelli più concreti: occupazione, sanità, fisco. E invece la campagna elettorale per le regionali è infettata dagli stessi virus che colpiscono a livello nazionale. La decisione presa dal Cda della Rai di sospendere in periodo elettorale i cosiddetti talk show televisivi restringe di fatto l`informazione e il dibattito sui temi economici e sociali al centro del confronto tra forze politiche e sindacali. Un confronto difficile di per sè: ieri ad esempio è saltato il faccia a faccia che la Cisl Piemonte aveva organizzato con i due principali candidati governatori per problemi sorti tra gli sfidanti Bresso e Cota.
Prevalgono insomma logiche legate alle modalità di svolgimento del dibattito piuttosto che i contenuti.
I temi concreti sono letteralmente spariti, almeno per il momento, in due regioni chiave come Lazio e Lombardia, dove regna il caos listini. Soprattutto nel Lazio la situazione è paradossale: dopo la mancata ammissione della lista del Pdl alla provincia di Roma, l'ufficio elettorale della Corte d'Appello non ha ammesso alle elezioni regionali del Lazio il listino collegato alla candidata del centrodestra Renata Polverini. Allo stato attuale, la Polverini non risulta più candidata alla presidenza in quanto, secondo la legge elettorale regionale, il candidato presidente è necessariamente capolista del listino a lui collegato.
Il Pdl ritiene che la questione possa essere risolta in poche ore. Così come in Lombardia Roberto Formigoni si dice certo di poter rientrare in gara ma intanto non può far altro che attendere la decisione dell'ufficio centrale regionale della Corte d'Appello di Milano sul ricorso presentato dalla lista "Per la Lombardia", non ammessa alle elezioni regionali lombarde per le irregolarità riscontrate dalla corte d'appello di Milano su 514 firme. Resta l'immagine nel Pdl di "dilettanti allo sbaraglio" evocata dal leader della Lega Bossi: una constatazione alla quale è difficile replicare e che può avere come conseguenza politica ulteriore quella di dare al Carroccio ancora maggiore potere contrattuale all'interno del centrodestra e soprattutto del Governo.
Quanto sta accadendo in queste ore è "davvero sconcertante", commenta anche Raffaele Bonanni. Per il segretario generale della Cisl "la situazione che si è venuta a creare è proprio il contrario di ciò di cui ha bisogno la società civile italiana, quella del lavoro, dell' economia, del sociale". Si chiede e chiede Bonanni: "Perché non prendono esempio da imprenditori e lavoratori che in questa crisi stanno collaborando e stanno trovando soluzioni idonee?". Per Bonanni "pare che la politica debba servire solo alla sua classe dirigente e non invece alla gente. È proprio il caso di dirlo: mentre noi stiamo vivendo malissimo a causa di questa crisi così pesante la classe dirigente disquisisce sul sesso degli angeli".
(2 marzo 2010)










