di Pierpaolo Arzilla
Sesto S. Giovanni (dal nostro inviato) - "Una posizione comune tra lavoro e imprese e sempre stata un'aspirazione forte della Cisl, ma oggi diventa indispensabile per portare il Paese fuori dalla crisi". Lo ha detto Raffaele Bonanni nel confronto con il presidente di Confartiganato Giorgio Guerrini, organizzato a Sesto S. Giovanni, nell'ambito della Fiera della contrattazione. In Europa, ha ricordato il segretario generale della Cisl, "non c'è un Paese con una rappresentanza sociale così forte e diffusa come in Italia. Germania e Svezia non eguagliano la nostra forza".
Questo patrimonio, tuttavia, ha osservato Bonanni, è messo in pericolo da un'autoreferenzialità della politica, che dopo Tangentopoli ha saputo creare solo verticismo fine a se stesso e una distanza desolante dal Paese reale. Lavoro e imprese, ha ricordato il leader della Cisl, in questo momento difficile per il Paese, "parlano la stessa lingua", e con "una sola parola" sono andati dal governo chiedendo sostegno a per aziende e lavoratori.
Un esempio di concertazione virtuosa e unità d'intenti (la crescita di un sistema entrato in crisi di competitività prima del crack del settembre 2008) che il segretario generale della Cisl contrappone alla litigiosità di un bipolarismo "pericoloso per il Paese". La rappresentanze sociali, allora, ha invocato, Bonanni, non devono disperdere questo patrimonio di unità d'azione, ma incalzare la politica con proposte in grado di affrontare l'emergenza, che è emergenza non solo legata alla disoccupazione contingente, ma alla criticità strutturale del potere d'acquisto di lavoratori e pensionati e la competitività delle imprese.
"Ma la reazione stizzita della politica alla nostra intesa - ha aggiunto Bonanni - la dice lunga sulla partita che c'è in gioco. Questa politica non ama confrontarsi con le realtà solide". Al governo e al mondo imprenditoriale, la Cisl chiede di fare sintesi delle più importanti istanze sindacali, che tuttavia sono utili anche alla crescita delle aziende: potenziamento del secondo livello contrattuale e riforma fiscale. Perché senza quest'ultima, ha avvertito il segretario generale di via Po, "il federalismo fiscale sarebbe solo una presa in giro".
Solide come i sindacati che contrattano, e la Fiera organizzata dalla Cisl lombarda sta a dimostrare la credibilità sindacale di fa accordi su chi usa la piazza per abbaiare alla luna, e le reti
imprenditoriali che superano le difficoltà e decidono di affrontare insieme sfide e opportunità generate dalla crisi. Meno male, insomma, che la rappresentanza c'è, sembra sostenere Giorgio Guerrini, come quella di Rete impresa Italia, che ha messo insieme, commercio, artigianato e servizi.
"Il mondo, l'economia e il lavoro sono cambiati - ha sottolineato il presidente di Confartigianato - occorre dunque il coraggio di modificare le relazioni industriali. Nelle nostre aziende le fortune dei datori sono condivise con i dipendenti". La crisi chiede soluzioni collettive, e soprattutto una qualità della politica credibile. "I sacrifici devono essere condivisi - ha aggiunto Guerrini - e devono servire a rimuovere i vincoli che bloccano la crescita del Paese. Se i sacrifici devono renderci tutti più poveri non serviranno a nulla".
Sulla manovra, è stata la Cisl a evitare il peggio. Nonostante l'assenza di una vera e propria trattativa con il governo, l'"influenza" di via Po ha ridato al provvedimento da 24 miliardi un tratto di equità. Lo ha detto Raffaele Bonanni chiudendo nel pomeriggio la Fiera della contrattazione organizzata dalla Cisl Lombardia. La mediazione, dunque, c'è stata, per rimettere in carreggiata una manovra inizialmente ancora più sbilanciata verso sacrifici iniqui. "Ma siamo ancora scontenti", ha ammesso il segretario generale della Cisl, che lamenta delle timidezze sui tagli agli sprechi.
E' vero però che grazie a via Po il governo ha rimesso in campo "voci" impensabili fino a qualche mese fa. Come ad esempio quello sulla tracciabilità ("importantissima"), la fatturazione elettronica e il redditometro, che a detta del segretario generale farà venire molti mal di pancia ("ma non subito, tra qualche settimana") a chi pensava di far pagare la crisi e il rischio default solo a chi sta peggio. E anche sul fisco, c'è la riconferma sulla decontribuzione al secondo livello di contrattazione, dopo il flop del governo Prodi per assenza di risorse, recuperata grazie all'intervento della Cisl.
Che tuttavia si dice ancora molto preoccupata sui capitoli della scuola, nello specifico sul blocco delle progressioni di anzianità, e del pubblico impiego. Il congelamento degli stipendi non è un buon inizio, ammette il sindacato di via Po, ma Bonanni ha ricordato che in altri Paesi europei (Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo) gli statali subiranno tagli al salario o verranno addirittura licenziati "E poi - ha rivelato - siamo riusciti a impedire il blocco della liquidazione dei dipendenti pubblici fino a 90mila euro. Quelli che guadagnano oltre, hanno stipendi non regolati dal contratto ma dalla politica".
Nello stesso intervento Bonanni ha annunciato per il mese di luglio una conferenza nazionale della contrattazione, sintesi ideale delle riunioni sul tema in corso in tutte le regioni. Nel corso della conferenza saranno illustrate proposte sulla contrattazione decentrata per il privato-industria, privato-servizi e pubblico impiego. Il segretario generale della Cisl ha annunciato anche risorse per la formazione dei militanti sulla contrattazione di secondo livello. "Perché non conta solo la proposta contrattuale - ha osservato Bonanni - ma anche e soprattutto come si rende conveniente un accordo sulle esigenze dell'azienda, dei lavoratori e dei distretti".
Nel pomeriggio è intervenuto anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che ha accolto con favore le richieste della Cisl lombarda sul rilancio della contrattazione e attuazione dello sviluppo e di un federalismo "dei fatti". Proprio sulla contrattazione, Formigoni ha aperto alle sollecitazioni del sindacato: "Abbiamo bisogno di contratti decentrati - ha detto - e non per inseguire particolarismi od egoismi, ma per una lettura corretta di quello che succede nel mondo".
"I territori - ha affermato Formigoni - sono decisivi per lo sviluppo e la crescita di un Paese, ma vanno rimossi ostacoli e lacciuoli che ci tengono fermi verso il basso. La risposta - ha aggiunto - è la contrattazione di secondo livello con criteri di premialità e merito". Il governatore della Lombardia si è detto disponibile a ragionare con la Cisl "su un nuovo modello di welfare lombardo", con particolare attenzione, soprattutto per la partita decisiva delle risorse, al tema della non autosufficienza.
(28 maggio 2010)










