di Ilaria Storti
A pochi giorni della ratifica dell'accordo del 28 giugno tra le parti sociali, accolta con parole durissime dall'ala antagonista della Cgil, la confederazione guidata da Susanna Camusso e il sindacato dei metalmeccanici si riavvicinano. Un riavvicinamento che potrebbe segnalare un indebolirsi dell'ala sinistra della Fiom. La piattaforma di rinnovo del contratto dei metalmeccanici, proposta all'assemblea dei delegati di Cervia proprio dal segretario della categoria, Maurizio Landini, ha ricevuto, infatti, la benedizione di Susanna Camusso ed è stata approvata con un solo voto contrario e sette astenuti. La piattaforma prevede, tra le altre cose, la proposta di chiedere a Confindustria una clausola di raffreddamento per poter partecipare alle scelte aziendali. La svolta "tedesca" (in Germania i sindacati siedono nei consigli di vigilanza di molte grandi aziende) della Fiom prevede che dove le aziende si impegnano a discutere con i sindacati su organizzazione del lavoro e prospettive aziendali, il sindacato si impegna alla sospensione, per un tempo determinato sufficiente alla discussione, di iniziative unilaterali e quindi, sostanzialmente, di scioperi. Una rivendicazione che si accompagnerà anche alle richieste di non derogabilità del contratto nazionale, lotta alla precarietà e aumento di 206 euro in tre anni.
"Mi sembra - commenta il segretario generale della Fim, Giuseppe Farina - che ci siano primi segnali di cambiamento e di una presa d'atto che la realtà sindacale è andata in direzioni diverse da quelle seguite dalla Fiom. Segnali che vanno tutti approfonditi, a partire dalla necessità di sapere se la Fiom condivide o meno le regole del 28 giugno e se vuole applicarle al contratto dei metalmeccanici. Quando sapremo questo, sapremo anche se queste timide aperture possono essere un segnale vero per la ricomposizione dei rapporti unitari della categoria". A questo possibile ravvedimento, secondo Farina, potrebbe aver "contribuito il fatto che la Fiom ha preso atto che sui tavoli di trattativa, nelle aule dei tribunali e nel rapporto coi lavoratori metalmeccanici, la sua linea è stata battuta". "Noi - aggiunge il segretario generale Fim - abbiamo interesse a fare un contratto unitario. Però le nostre posizioni sono molto chiare: la base sono le regole nuove sulla rappresentanza e sui contratti".
Le novità giunte dall'assemblea dei delegati sono proprio la svolta tedesca e una posizione più morbida di Landini sull'accordo del 28 giugno. Un segnale del disgelo tra Cgil e Fiom è rappresentato dal fatto che la divergenza sull'accordo di giugno è rimasta sullo sfondo. Landini ha riservato a questo tema solo un piccolo accenno nella sua lunghissima relazione. Una posizione che non piace all'ala sinistra Fiom, capeggiata da Sergio Bellavita e Giorgio Cremaschi. Tuttavia, anche l'ala radicale ha votato a favore della piattaforma. La spaccatura si è però registrata su due emendamenti alla piattaforma che sono stati proposti proprio dai massimalisti. Il primo riguardava la cosiddetta clausola di raffreddamento (72 favorevoli allo stralcio contro 442 contrari), il secondo sulla bilateralità per il fondo sulla sicurezza (88 sì, 416 no). Secondo Bellavita, in Fiom "si è delineata una nuova maggioranza, diversa da quella stabilita dal congresso e che si cementa sull'attenuazione da parte di Landini del giudizio negativo sull'accordo del 28 giugno". E proprio l'approvazione di un ordine del giorno che condanna la firma del 28 giugno ha fatto indispettire l'area filo-Cgil. "Dispiace - ha detto il suo leader, Fausto Durante - che proprio nel giorno in cui si è ritrovata l'unità della categoria, si sia voluto riproporre questo tema che riapre un solco fra Fiom e Cgil e rischia di compromettere il percorso di riavvicinamento già iniziato".
(23 settembre 2011)











