di Cecilia Augella
Non si placano le polemiche su gravissimo episodio di intolleranza verificatosi ieri alla Scm di Rimini, da parte di militanti Fiom ai danni di dirigenti nazionali Fim e Uilm.
"Quanto dichiarato da Giovanni Scaltriti, segretario Fiom Cgil dell'Emilia Romagna in merito all'aggressione subita dai dirigenti Fim e Uilm alla conferma la malafede e lo stile omertoso della Fiom Cgil - dichiara in una nota la Fim Cisl. E' singolare, infatti, che lo stesso Scaltriti, il quale a fine assemblea, dopo aver confermato di aver visto gli episodi di violenza e aver preso l'impegno di condannare l'episodio, dopo solo qualche ora dall'accaduto, aveva fatto una così repentina marcia indietro. Grottesca invece la presa di posizione del segretario Cgil di Rimini che smentisce qualsiasi episodio di violenza malgrado non fosse presente a nessuna delle assemblee tenutesi alla Scm". La Fim Cisl nazionale conclude dichiarando che denuncerà le persone che si sono rese responsabili dell'aggressione.
"E' davvero grave ed inqualificabile l'episodio accaduto alla Scm di Rimini - ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Si tratta dell'ennesimo atto incivile di intolleranza - continua Bonanni - di alcuni militanti della Fiom nei confronti dei dirigenti della Fim e della Uilm, a cui la Cisl esprime solidarietà e sostegno incondizionato. Una cosa è la dialettica sindacale, altra cosa è l'intimidazione ed il ricorso alla violenza da parte dei militanti della Fiom che vogliono solo fomentare un clima pericoloso di odio e di divisione tra i lavoratori. Non si comprende e non si giustifica, francamente, come la Cgil possa far finta di niente, continuando ad avallare, di fatto, questi episodi incresciosi che dimostrano ancora una volta come la democrazia, il pluralismo sindacale e la libertà di espressione, siano diventati estranei alla cultura antagonista e movimentista della Fiom, salvo poi fare lacrime di coccodrillo ogni qualvolta l'intolleranza e l'intimidazione sfociano nella lotta eversiva ed in atti criminosi, come purtroppo è più volte accaduto nella storia del nostro paese, una pagina a cui il sindacato ha risposto unito ed a cui non bisogna assolutamente tornare".
"Ciò che è accaduto oggi - aggiunge Marco Bentivogli, segretario nazionale - è il prodotto di un settarismo ideologico gravissimo seminato in questi mesi dai dirigenti della Fiom, che pretenderebbero il monopolio assoluto delle opinioni e del diritto di parola in assemblea; proprio loro che si riempiono la bocca di democrazia. Comprendiamo altresì che sarebbe stato difficile per la Fiom, dopo averlo condannato, spiegare ai lavoratori di aver sottoscritto unitariamente al Ministero del Welfare lo stesso accordo che Fim e Uilm in maniera separata avevano già sottoscritto il 4 gennaio a Thiene in un'azienda dello stesso Gruppo".
(Aggiornato il 20 gennaio 2010)










