di Silvia Boschetti
Il contratto dei metalmeccanici c'è e con esso tutti i diritti e le tutele previste per i lavoratori. Anzi il rinnovo del 2009 migliora salari e aspetti normativi. Un rinnovo che, come accade ogni volta, assorbe tutte le norme contenute nei contratti precedenti. Federmeccanica con la disdetta dell'intesa del 2008 sta solo andando verso il completamento di un percorso concordato con insieme a Fim, Uilm, Fismic e Ugl con la firma del contratto del 2009.
Questi i fatti che Cisl e Fim non si stancano di ripetere in questi giorni in cui il tema delle nuove regole necessarie per affrontare la crisi è alla ribalta e, allo stesso tempo, duramente attaccato dalla Fiom che non ha firmato gli accordi.
"Quando la Fiom imparerà a stare nelle regole democratiche con gli altri sindacati, sarà una festa per tutto il mondo del lavoro - ha detto ieri a Torino Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, prima della contestazioni alla Festa del Pd, dove avrebbe dovuto partecipare a un dibattito -. La Fiom non è il principale sindacato metalmeccanico, perchè la maggioranza dei lavoratori è iscritta ad altri sindacati che hanno opinioni diverse. Il nuovo contratto nazionale è quello in vigore dal primo gennaio 2010 e firmato nell'ottobre del 2009. Se poi qualcuno va a prendere un contratto d'altri tempi, gli dico che non siamo al self service. Quel contratto (del 2009, ndr), contrariamente a quanto dice la Fiom, è stato siglato dalla maggioranza dei sindacati. Esattamente com'è successo a Pomigliano, dove la stragrande maggioranza dei lavoratori ha votato a favore".
Di cambiamento "in meglio", dunque, parla Bonanni che sottolinea come la Fiom "protesta contro tutto e tutti". Quanto poi a presunti strappi il leader della Cisl ha le idee chiare: "gli strappi li consuma la Fiom quando non rispetta il responso del voto a Pomigliano. E se non rispetta la volontà dei sindacati che hanno la maggioranza, non rispetta, evidentemente, le regole". Infatti per Bonanni secondo la Fiom si dovrebbe "convivere solo con le sue imposizioni e i suoi veti, senza alcuna capacità nostra di interloquire con gli altri". Le speranze di Bonanni sono riposte, invece, nella Cgil che "ha alle spalle una storia di accordi" e, ancora, "una Cgil che, nonostante le difficoltà evidenti sulla questione contrattuale, ha firmato insieme a noi tutti i contratti di lavoro ad eccezione, non a caso, di quello dei metalmeccanici".
Di "atto di chiarezza" parla anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ribadisce come la disdetta del contratto del 2008. "La disdetta annunciata da Federmeccanica è una questione tecnica, semplicemente un atto di chiarezza: abbiamo firmato il nuovo contratto nell'ottobre 2009 con decorrenza primo gennaio 2010 - spiega Marcegaglia - quindi per noi è questo quello valido, che è migliore rispetto al precedente". Rispetto poi alle accuse della Fiom Marcegaglia replica: "non è assolutamente vero che abbiamo subito la decisione della Fiat: noi abbiamo fatto una riforma degli assetti contrattuali che prevede deroghe. È ovvio che la Fiat richiedeva questa cosa perchè l'accordo di Pomigliano rientrasse nel nuovo contratto, ma è una questione tecnica. Siamo andati avanti su una strada che abbiamo iniziato nel 2009 e che ha subito un'accelerazione". Poi si rivolge alla Fiom. "Abbiamo firmato - dice Marcegaglia - tutti i contratti di tutti i settori anche con la Cgil, come quello del tessile, dell'alimentare e altri: il problema vero è la Fiom, che non accetta nessun cambiamento che renda le aziende più competitive. Un pezzo di sindacato vuole insieme a noi cambiare le relazioni: abbiamo poche speranze, ma auspichiamo che la Fiom ci possa ripensare, che si sieda a un tavolo per proseguire insieme in questo cammino".
Un sentire comune quello della maggioranza delle parti pronte ad un confronto di merito che si terrà il 15 settembre, ma che continua a registrare l'avversione fiommina che ieri dalla riunione del suo comitato centrale ha annunciato uno sciopero di quattro ore che saranno articolate a livello territoriale, entro il 16 ottobre, giorno della manifestazione nazionale organizzata a Roma e invitato Fim e Uilm a sospendere i negoziati in corso ed partecipare ad una consultazione di massa sul contratto. Immediata la replica della Fim che, ancora una volta, sottolinea come prima di parlare di "regole e democrazia" la Fiom accetti il responso della maggioranza dei lavoratori sul futuro di Pomigliano.
"Prima di parlare ancora di referendum, di regole e di democrazia vadano a firmare l'accordo di Pomigliano, voluto dalla maggioranza dei lavoratori - sottolinea Giuseppe Farina, segretario generale Fim - non si può invocare la consultazione plebiscitaria solo a proprio piacimento".
Dal segretario generale della Fim arriva, anche, l'auspicio ad alzare il livello del confronto per dare spazio alla vera priorità che è quella dello sviluppo e della salvaguardia dell'occupazione nel nostro Paese. "Dovremmo smettere tutti di discutere di tempeste in un bicchier d'acqua - aggiunge Farina - e preoccuparci di più dei problemi dei lavoratori che sono la difesa del lavoro, il miglioramento delle retribuzioni e delle condizioni lavorative. Ed è proprio questo quello che noi cercheremo di fare nel confronto con la Federmeccanica".
Riguardo, poi, al nuovo sciopero proclamato dalla Fiom, la posizione della Fim è netta. "Ho rispetto dei lavoratori che sciopereranno, immagino pochi - commenta Farina - quello che mi preoccupa e dispiace, invece, è che se la Fiom continua a proclamare scioperi a cui nessuno partecipa e che sembrano sempre più indetti per avere una ribalta mediatica, si rischia di logorare uno degli strumenti più potenti a disposizione del sindacato".
Ribadisce la validità del contratto anche l'esecutivo della Uil riunito ieri a Roma. Esiste un contratto nazionale, quello rinnovato il 15 ottobre 2009. Basta controllare la busta paga e verificare che vi sono riportati incrementi salariali ulteriori rispetto a quelli previsti dal contratto precedente".
Anche la Fismic, al termine della sua segreteria nazionale, comunica farà "tutti gli sforzi possibili affinchè il Piano Fabbrica Italia trovi una sua realizzazione e, in quest'ottica parteciperà ai prossimi incontri per realizzare quelle deroghe contrattuali indispensabili per realizzare il nuovo contratto nazionale dei lavoratori dell'auto.
Intanto anche alla Sata di Melfi emergono le differenze tra la maggioranza delle organizzazioni e una sempre più isolata Fiom. Secondo Antonio Zenga, segretario generale Fim della Basilicata, "alcune modifiche al contratto serviranno a far crescere le imprese del settore, e non saranno peggiorative per i lavoratori, ma riguarderanno soltanto la rappresentanza sindacale".
(8 settembre 2010)










