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Genova, gambizzato amministratore Ansaldo Nucleare

ATTENTATO

 

di Dino Frambati

Genova è sotto shock ed ha vissuto una giornata da incubo, in piena consultazione elettorale. Ore 8.15: due uomini, coperti da un casco integrale, hanno fatto fuoco contro Roberto Adinolfi, stimato amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, una delle aziende leader di Genova, 60 anni, sposato, tre figli. Uno di essi, ventenne, lo seguiva a poca distanza quando è avvenuto quello che pare un vero e proprio attentato, sotto casa del dirigente, in via Montello, zona Manin, quartiere residenziale collinare del capoluogo ligure. Tre colpi quelli sparati dagli aggressori, che pare lo abbiamo colpito alla spalle, con una pistola calibro 7.62 semiautomatica: una Tokarev, in uso alle forze armate dei Paesi dell'Est e la cui origine appare inquietantemente da arsenali ex Russia sovietica e Paesi satelliti. Un colpo lo ha raggiunto alla tibia destra. I medici del San Martino, pur ammettendo che la ferita è seria, hanno assicurato che non è in pericolo di vita e lo hanno sottoposto ad un lungo intervento chirurgico. In città si stava ancora votando per eleggere il nuovo sindaco e la notizia ha suscitato un'emozione incredibile, quasi di incredulità.
Immediata la reazione dei sindacati. "Dare più forza alla concertazione tra governo e parti sociali per evitare tensioni sociali", afferma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni che parla di "grave atto intimidatorio che ha un unico obiettivo: far crescere in Italia un clima di paura che sindacato e lavoratori respingeranno con tutte le forze. C'è chi vuole far precipitare il nostro paese negli anni bui e dolorosi del terrorismo. Ma il sindacato ed i lavoratori, come è gia avvenuto in passato, non sottostaranno a questo disegno criminale di chi pensa di minare la democrazia".
"Voglio esprimere la mia solidarietà personale e della Cisl all'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi - prosegue il leader cislino - augurandogli naturalmente di ristabilirsi presto e di tornare dalla sua famiglia ed al suo lavoro. La Cisl, conclude, "fa appello a tutte le autorità inquirenti perchè operino subito per assicurare alla giustizia chi si è macchiato di un gesto cosi ignobile. Ma occorre subito dare più forza al concertazione tra governo e parti sociali per evitare tensioni sociali ed arginare le posizioni estreme e populistiche che sono sempre alla base delle intimidazioni e degli atti violenti".

Anche Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim ha espresso "la condanna al vile agguato ed esprime solidarietà e vicinanza alla famiglia". "In Italia - ha detto il sindacalista Fim - sta montando un clima in cui le difficoltà e il disagio per la crisi, piuttosto che per la ricerca di sforzi comuni solidali, diventano un buon alibi per la vigliaccheria che puntualmente riemerge in ogni momento di difficoltà del Paese". Per Bentivogli occorre una decisa e corale condanna dell'accaduto da parte di politica e forze sociali e di ogni "episodio di violenza senza tentennamenti". "Sarebbe grave - insiste Bentivogli - strizzare l'occhio a episodi gravissimi o spacciare per eroi, dei biechi e banali violenti che confondono lo Stato, le imprese e i suoi dirigenti come nemici da abbattere". "Nessuna tolleranza", assicura il segretario nazionale di Fim contro chi provi a sfruttare il momento difficile per "oscuri disegni". "La Fim - assicura - per cultura è e sarà sempre contro ogni forma di violenza e contro l'illegalità, unica espressione dei vigliacchi che non hanno nulla di politico da affermare".
Sbigottito ed indignato per la gambizzazione dell'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Sergio Migliorini, segretario generale ligure di Cisl. "È vero - afferma - che non ci sono rivendicazioni sul fatto, almeno per il momento, ma tuttavia l'episodio ci fa preoccupare molto, ci porta indietro negli anni". Per questo il numero uno della Cisl Liguria esorta in particolare alla "grande unità" di tutta Genova. "Nel mondo del lavoro soprattutto - dice - per isolare da subito ogni rigurgito di un periodo già vissuto e che non vogliamo si ripeta". Ed oltre ad esprimere solidarietà al dirigente Ansaldo ferito invita all'impegno, "perché Genova possa continuare ad essere una città di confronto in una dialettica di confronto politico democratico e non torni ad essere, come in passato è tristemente stata, quasi un luogo militare".
Concetti confermati in una nota emessa congiuntamente a Genova da Cgil, Cisl e Uil, dove si ribadisce solidarietà alla vittima dell'agguato e ci si augura che i colpevoli vengano identificati dalla forze dell'ordine. È stato "un vile atto" sottolineano i sindacati, che condannano "con fermezza ogni forma di violenza e ogni atto teso a destabilizzare l'ordinamento democratico del nostro Paese". La nota conclude con un impegno: "I sindacati vigileranno con rinnovato impegno in tutti i posti di lavoro e sapranno contrastare come in passato ogni rigurgito di terrorismo per evitare il ripresentarsi di un clima antidemocratico o di eventi bui che la nostra città ha già tristemente conosciuto".
Anche Claudio Nicolini, segretario genovese Fim esprime solidarietà ad Adinolfi che conosce bene e per il quale esprime grande stima.
 

(7 Maggio 2012)

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