Bonanni: l'unità sindacale dipende da noi

SINDACATO

di Pierpaolo Arzilla 

Rimini (dal nostro inviato) - “L’augurio è che questo congresso ci rimetta in condizione di camminare ancora insieme e di scegliere le strade più sicure e in un clima più adatto per fare quello che serve”. Lo ha detto Raffaele Bonanni, aprendo il suo intervento davanti a delegati del sedicesimo congresso della Cigil.

“Non è la prima volta che configgiamo”, ha ammesso il segretario enerale della Cisl, “nel lungo percorso sindacale dal dopoguerra ci sono stati molti alti e molti bassi. Questo periodo di basso – ha sottolineato - preannuncia un altro momento di unità, ma dipende da noi su come raggiungeremo l’equilibrio stabile, e un’unità durevole ed efficace in questo momento delicato”.

Bonanni ha riconosciuto che Cgil, Cisl e Uil hanno “una nozione diversa del diritto individuale nella prassi contrattuale, della democrazia nel processo negoziale e su come si confligge o si coopera con le controparti”. Non dipende dunque dai governi, ha ammesso, “perché con Prodi abbiamo avuto gli stessi problemi che magari abbiamo saputo gestire meglio”.

Nonostante le differenze, ha scandito il numero uno del sindacato di via Po, “per i sindacalismo confederale non c’è alternativa” a Cgil, Csl e Uil. “Dipende da noi come valorizzare il nostro pluralismo. E’ minoritario culturalmente – ha aggiunto – chi pensa solo d far vivere la propria cultura a scapito delle altre. E’ nell’incontro con l’altro che si esprime al massimo la potenza del pensiero di ciascuno.

Il segretario generale della Cisl dice basta con le recriminazioni: “Ognuno si prenda le proprie responsabilità, per far vivere il pluralismo che può renderci ancora più forti”. Da dove ripartire allora, per ritrovare un’azione comune? Su energia, immigrazione, lavoro pubblico e scuola c’è il sì della Cisl a quanto esposto da Epifani nella sua relazione d’apertura.

Alleanze per la riforma fiscale - Ma la questione davvero dirimenti è quella fiscale. Sia Bonanni che Angeletti hanno avvertito la necessità di una riforma della tassazione, che può essere supportata da alleanze estese. “Inutile perdere tempo su inutili restituzioni – ha affermato Bonanni - siamo per revisione radicale del sistema, che sposti sulle famiglie alcuni vantaggi forti, e con un’imposizione più netta su patrimoni e rendite finanziarie”.

La riforma fiscale, ha scandito, “è un problema che dobbiamo sollevare in alleanza con altri. Si sa che siamo il bancomat dello Stato e la politica ha sempre evitato di trovare una soluzione. Meglio allearsi con chi ha interessi anche diversi, invece che protestare continuamente e ritrovarsi con qualche concessione che non compensa quello che sborsiamo in più”. Servono, dunque, “iniziative forti”, ma se “il governo ignora il problema ci rimette le penne”. 

Democrazia e rappresentatività - Bonanni ha ricordato che la piattaforma di Cgil, Cisl e Uil sul tema dovrà essere votata dai sindacati territoriali e categoriali prima di passare al vaglio del referendum dei lavoratori. Consultazione che invece la Cgil vuole anteporre al dibattito sindacale interno.

Bonanni ha ricordato alla Cgil il percorso dell'accordo del luglio 2007 con il governo Prodi: "Ci abbiamo dedicato molte mediazioni, che non sono andate sprecate; quel documento è stato approvato da tutti gli organismi, ed è lo strumento più palesemente capace di indicare cosa significa lavorare insieme con rispetto".

Così come il documento sulla democrazia sindacale rappresenta "la sintesi più nobile di come ciascuno parta dalla propria identità e si accorda con l’altro. Noi siamo pronti - ha sottolineato il leader della Cisl - a mettere in pratica quel documento. Dobbiamo andare dai lavoratori? Prima le dirigenze indichino la proposta, si prendano le loro responsabilità, poi rispondano agli iscritti e a tutti i lavoratori. Perché i nostri accordi sono davvero per tutti. Ma si tenga davvero conto - ha avvertito - del confine labile tra plebiscitarismo e la democrazia".

Epifani si scusa - Prima degli interventi di Bonanni e Angeletti, Guglielmo Epifani ha preso la parola per qualche minuto, scusandosi pubblicamente (dopo averlo fatto privatamente al telefono) "per l’accoglienza che hanno ricevuto ieri". Un grande sindacato che fa un errore, ha detto il segretario generale della Cgil, "se ne assume la responsabilità".

E la platea del Palacongressi, secondo epifani ha commesso un errore per due motivi: "Non solo io - ha ricordato - ma i nostri segretari sono stati sempre invitati ai congressi di Cisl e Uil, e sono stati accolti prima, durante e dopo con il rispetto che si deve alle politiche e ai valori della Cgil"; il torto dunque, ha continuato Epifani, "lo facciamo a noi stessi. C’è una tradizione che è nostra: il rispetto, che non è un atto dovuto ma segno di consapevolezza di ciò che si è".

Angeletti: ora modificare sistema fiscale - Da trent'anni, ha ricordato il segretario generale della Uil, il fisco italiano "si basa su un concetto molto semplice: la cosa certa da tassare è il lavoro in tutte le sue forme. Se era giustificabile negli anni Settanta, oggi è ignobile dal punto di vista etico e morale, ma scandalosa dal punto di vista economico. Così si rende il nostro lavoro meno competitivo".

"Su questa battaglia - ha osservato Angeletti - una parte del sistema delle imprese è d'accordo". La riforma, dunque, va fatta "con l'aiuto di questi alleati". "Non bisogna ridurre le tasse ai poveri, che in realtà sono quelli che non dichiarano quello che guadagnano. Bisogna ridurre la tasse a lavoratori e pensionati. Allearsi con Confindustria e Confcommercio - ha affermato - è un'opzione giusta" 

 (6 maggio 2010)

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