di Ester Crea
La nuova enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate, le conclusioni del G8 a L'Aquila, le valutazioni sul Dpef ed i rapporti con la Cgil: questi, in sintesi, i contenuti della relazione di Raffaele Bonanni all'esecutivo confederale che si è tenuto oggi a Firenze.
Bonanni, in particolare, si è soffermato sul richiamo del Pontefice a tutti i soggetti economici alle proprie responsabilità rispetto alla solidarietà e alla fiducia reciproca necessarie. "La Lettera Enciclica - ha sottolineato, tra l'altro, il segretario generale della Cisl - ci dice che a questo fine non basta la divisione dei compiti tra l'economia che produce ricchezza e la politica che deve assicurarne l'equa redistribuzione, correggendo le distorsioni. L'uomo deve essere centrale negli stessi processi economici come autore e come fine, con il pieno riconoscimento della sua dignità". Da qui la premessa per "lo sviluppo di un nuovo umanesimo" che per la Cisl rappresenta anche il fondamento del "nostro impegno per affermare nell'economia la centralità del lavoro e della giustizia sociale, il riconoscimento della responsabilità ed anche del potere dei lavoratori attraverso lo sviluppo della democrazia economica, delle relazioni partecipative che superano la logica dei rapporti di forza, dello scambio tra capitale e lavoro, delle alterne vicende del conflitto senza risolvere il problema della giustizia sociale".
Bonanni è poi tornato sulle conclusioni del G8, ribadendo una valutazione complessivamente positiva degli impegni assunti dai leader mondiali su ambiente, sicurezza alimentare e Africa, "anche se - ha sottolineato il leader della Cisl - sono molto lontani dalla determinatezza degli interventi indicati dal Pontefice".
La parte più ampia del suo intervento, però, Bonanni l'ha riservata al decreto anticrisi ed al Dpef. In particolare - e rispetto ad un quadro economico che, pur in presenza di qualche sintomo di ripresa, sembra destinato a registrare un'ulteriore consistente perdita di posti di lavoro e di contrazione dei consumi - la Cisl, ha sottolineato Bonanni, sostiene "la necessità di assicurare, con una durata congrua e con una estensione universale, la copertura degli ammortizzatori e l'attivazione di una più incisiva politica dei redditi".
Soprattutto, la confederazione di via Po chiede interventi concreti a sostegno delle famiglie e degli anziani. Al riguardo, ha precisato Bonanni "un primo intervento dovrebbe essere quello di aumentare di almeno un miliardo di euro gli assegni familiari", pari ad un incremento del 16% rispetto all'attuale bilancio di previsione dell'Inps. "Inoltre - ha aggiunto il numero uno di via Po - occorre aumentare il numero di pensionati percettori di quattordicesima", innalzando di 2 milioni la platea dei beneficiari con l'ulteriore stanziamento di un miliardo di euro destinato a questa voce.
Quanto all'intervento sulle pensioni, Bonanni ha ribadito che questo deve "rientrare nel contesto di un confronto complessivo che risolva il problema dei lavori usuranti, collochi l'innalzamento dell'età pensionabile, in qualche modo nel contesto di criteri di volontarietà e incentivazione, soprattutto destini con chiarezza le risorse risparmiate alla rivalutazione delle pensioni in essere e future dei giovani".
Ampio anche il capitolo dedicato agli investimenti per infrastrutture, energia e Mezzogiorno. Bonanni ha ribadito la proposta della Cisl di affidare a dei commissari di riconosciuto valore la responsabilità di realizzare le maggiori opere pubbliche. "A questo stesso fine - ha aggiunto Bonanni - ritengo che andrebbe sviluppato in ogni regione, a partire dal Sud, un'iniziativa/mobilitazione anche con le forze imprenditoriali, rispetto alla realizzazione delle infrastrutture e delle fonti energetiche alternative e rinnovabili per fare il punto concreto, sulle risorse disponibili, sui processi decisionali relativi agli investimenti, sulla cantierizzazione dei progetti finanziati e sullo stato di avanzamento dei lavori".
Bene, invece, il provvedimento del Governo laddove raccoglie indicazioni sostenute da tempo dalla Cisl, come il potenziamento della cassa integrazione straordinaria ed il rafforzamento dei contratti di solidarietà, gli incentivi per i lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali che vogliano intraprendere un'attività in proprio e la possibilità per le imprese di utilizzare i lavoratori che percepiscono i trattamenti di sostegno al reddito in progetti di formazione o riqualificazione sulla base di uno specifico accordo sindacale.
Giudizio positivo anche sull'"intervento selettivo e mirato a favore delle imprese più meritevoli e responsabili sul piano sociale attraverso la detassazione del 50% degli utili reinvestiti in macchinari", sul vincolo posto alle imprese industriali a rischio di incidenti sul lavoro per la concessione degli incentivi solo se documentano l'avvenuto adeguamento agli obblighi di legge, sull'accelerazione del pagamento delle somme dovute dalle Pubbliche amministrazioni per forniture ed appalti, sulle misure finalizzate a ridurre il costo del gas per le imprese e sull'intervento di contrasto ai paradisi fiscali. Quanto allo scudo fiscale, che - ha precisato Bonanni - si configura come un condono valutario, che mette al riparo solo dall'omessa o infedele dichiarazione, escludendo tutti gli altri reati, la stima degli effetti sul bilancio è di circa 5 miliardi per un condono di 100 miliardi". Per il leader della Cisl, però, "il contesto del condono dovrebbe essere quello di controlli più rigorosi sugli spostamenti di capitali a fini fiscali e, soprattutto, della cancellazione del segreto bancario".
Bene, infine, le misure relative alle pubbliche amministrazioni, con la possibilità di bandire concorsi nel triennio 2010-2012, riservando fino al 40% dei posti ai precari, la modifica delle norme antiassenteismo introdotte con il decreto Brunetta ed il ripristino per i pubblici dipendenti delle condizioni per la contrattazione di secondo livello del salario di produttività.
Quanto all'ulteriore rallentamento del credito alle imprese, Bonanni ha ribadito la richiesta di un tavolo di confronto tra Governo, Bankitalia, sindacati ed imprenditori, giudicando comunque positivamente "l'intesa che si va profilando tra ministro del Tesoro, Abi, associazioni imprenditoriali per una moratoria sui crediti delle Pmi".
Bonanni ha quindi concluso il suo intervento con un forte richiamo alla coesione sociale. Come più volte ribadito dal leader della Cisl: "Dalla crisi si esce tutti insieme, o non si esce". Vale per la politica. Ma vale anche per il sindacato confederale, che, ha sottolineato Bonanni, "dovrebbe compiere uno scatto di responsabilità per ristabilire rapporti unitari", a partire dai temi chiave di questi mesi: contrattazione, democrazia economica, riforma fiscale e immigrazione.
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(16 luglio 2009)










